Le due trasferte dei nerazzurri Tifosi a Cagliari, ultrà a L’Aquila

Le due trasferte dei nerazzurri Tifosi a Cagliari, ultrà a L’Aquila
19 Settembre 2016 ore 14:56

È stato un fine settimana pirotecnico per i tifosi atalantini. Dal campo di Cagliari sono arrivate pessime notizie e i sentimenti non sono certo positivi, ma la dimostrazione di passione, attaccamento, amicizia e atalantinità che hanno dato i supporters orobici in giro per l’Italia, ancora una volta, merita un grande applauso. Da Cagliari e da L’Aquila, infatti, arrivano notizie che certificano come i sostenitori nerazzurri siano davvero grandi.

 

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Bergamo-L’Aquila andata e ritorno (in 32 ore). Il fine settimana dei tifosi atalantini è iniziato la notte tra venerdì e sabato. Se n’è parlato pochissimo qui a Bergam,o ma ciò che hanno fatto gli ultras della Curva Pisani è decisamente singolare. Sabato 17 settembre, allo stadio Fattori de L’Aquila, è andato in scena il sesto Memorial “Lorenzo Sebastiani” di rugby. I giocatori della compagine neroverde del posto hanno ricordato l’amico scomparso nel terremoto aquilano del 2009 con un quadrangolare giocato insieme a Gran Sasso Rugby, Lazio Rugby 1927 e Unione Capitolina Rugby. Visto il recente sisma che ha colpito le zone intorno ad Amatrice, la manifestazione è stata ribattezzata “In campo per Amatrice e la popolazione colpita dal sisma”, a conferma di come tutta la comunità non abbia dimenticato le difficoltà vissute e voglia dare un segno di vicinanza concreto. I giocatori de L’Aquila Rugby hanno un grande rapporto di amicizia con gli ultras della Dea e a Bergamo hanno pensato: perché non essere presenti? Detto, fatto.

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Una trentina di bergamaschi presenti. I ragazzi della Curva si sono organizzati in gran segreto con il chiaro intento di fare una bella sorpresa agli amici abruzzesi e una trentina di giovani sono partiti nella notte alla volta de L’Aquila. Dopo 8 ore di viaggio, attorno alle 9.30, il gruppo ha raggiunto la destinazione e nel pomeriggio allo stadio Fattori si sono visti striscioni nerazzurri, bandiere e torce da stadio con tutti gli orobici impegnati a sostenere le squadre in campo. Al termine delle partite, il capitano (che è anche aquilano di nascita e il più anziano della rosa) Alessandro Cialone è salito in tribuna e ha consegnato una maglia ai ragazzi bergamaschi presenti. Poco dopo tutta la formazione lo ha seguito e prima di lasciare lo stadio per andare al terzo tempo che si è svolto al Parco del Castello tutti hanno intonato un coro di saluto per Lorenzo “Ciccio” Sebastiani. La festa è proseguita in grande amicizia fino alla tarda serata, quando gli ultrà sono ripartiti alla volta di Bergamo alle 00.30. Poco prima delle 8 erano già in città. Su Facebook, il profilo ufficiale de L’Aquila Rugby (da cui provengono le foto) ha ringraziato pubblicamente gli amici nerazzurri.

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In Sardegna sono arrivati in 39 al seguito della Dea. Se la trasferta della Curva (che non aderisce alla Tessera del tifoso e che quindi non può andare in giro per l’Italia con l’Atalanta) è stata importante a livello di segno d’amicizia verso chi vive un momento difficile, quella dei tifosi che hanno seguito la squadra di Gasperini al Sant’Elia è stata altrettanto incredibile e, per qualcuno, ha rischiato pure di saltare all’ultimo momento. Dei quasi 40 che hanno acquistato il biglietto del settore ospiti, molti hanno raggiunto Cagliari in anticipo e ripartiranno solo nelle prossime ore. Va bene la partita, hanno pensato, ma l’occasione di fare ancora qualche ora di mare era troppo ghiotta: Alberto e Mariarosa Madaschi del Club “I Lupi del Serio”, ad esempio, faranno rientro in città solo martedì e praticamente nessuno ha scelto la toccata e fuga in giornata, anche perché i prezzi dei biglietti erano decisamente proibitivi.

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Giornalisti e tifosi a terra: Ryanair in ritardo di 4 ore. Domenica mattina dallo scalo di Orio al Serio era in programma un volo per Cagliari con partenza alle 8.30. Un gruppo di tifosi e i colleghi de L’Eco di Bergamo Pietro Serina, Stefano Serpellini, Simone Pesce e il suo operatore Mangano dovevano prendere lo stesso aereo, ma un guasto tecnico ha rischiato di far saltare tutto. Mentre i giornalisti hanno immediatamente virato sullo scalo di Linate per prendere il volo Alitalia delle 10.45, Dafne e gli altri tifosi (incredibilmente senza il mitico Totò) hanno atteso pazientemente la partenza del volo già prenotato e poco dopo le 12 sono finalmente riusciti a imbarcarsi. L’arrivo allo stadio è avvenuto in extremis e visto l’andamento della partita probabilmente era meglio fermarsi in spiaggia. Ma questa volta, dopo il fischio finale, un buon gruppo di giocatori è almeno andato sotto il settore ospiti a salutare gli irriducibili arrivati in Sardegna, chiaramente delusi e amareggiati per il risultato. Fortunatamente per tutti, mercoledì la squadra scende di nuovo in campo e la voglia di cancellare la prestazione del Sant’Elia è totale. Resta la bella trasferta di chi alla Dea non rinuncia mai, che sia in campo a battagliare o nel cuore di chi la porta in mezzo alle popolazioni terremotate.

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