Cristiano Giuntoli, direttore sportivo dell’Atalanta, è un dirigente esperto. Conosce perfettamente il peso delle parole, le usa con attenzione e non esagera mai. Dice e argomenta, sottolinea e anticipa, risponde e allarga i concetti. Certo, parla da dirigente della Dea e quindi non si sbilancia, ma leggendo tra le righe ieri (13 agosto), in occasione della conferenza di presentazione di Gaetano, ha detto molto di più di quanto si possa pensare. E i segnali sono importanti.
Atalanta ferma? «Abbiamo fatto tanto»
Quando ha parlato di mercato, Giuntoli ha calcato molto la mano su Sarri, che è venuto a Bergamo invece di andare a Napoli. Lo ha sottolineato più volte, ha difeso la sua proposta ed esaltato la volontà dei Percassi di appoggiarlo. Poi ha detto di Ederson, che è stato praticamente ricomprato, chiudendo con Gaetano e Kristensen. Ribadendo due volte che sono tutti arrivi o conferme importanti. Non poteva dire altro, ma sentirlo affermare che «l’Atalanta ha fatto tanto» è una frase forte.
Zingonia aperta, sempre di più
«Atalanta è la sua gente, con Luca Percassi abbiamo pensato di aprire Zingonia. Lo faremo altre volte». La piazza ha voglia e bisogno di sentire la squadra. Dopo settimane di porte chiuse, la società ha deciso di aprire prima lo stadio per un allenamento e ora Zingonia. Giuntoli si è preso, insieme a Luca Percassi, la paternità della scelta e la speranza è che si possa presto tornare a vedere di più il lavoro al campo di allenamento.
Servono tempo, lavoro e pazienza
«Abbiamo cambiato modo di pensare, dirigenti, preparatori e dottori. È un lavoro duro. Serviranno tempo e pazienza». Anche qui, poco da commentare: siamo dentro a un ribaltamento totale delle dinamiche che hanno caratterizzato l’Atalanta negli ultimi anni. È tutto nuovo e pensare che bastino una bacchetta magica o due acquisti per sistemare tutto in quindici giorni è fuori da ogni logica. Quindi il direttore sportivo invoca pazienza e tanto bisogno di lavorare.
Strada chiara, servono passi in avanti
«Sappiamo bene dove dobbiamo andare, è un percorso difficile e che a bisogno di tempo. Non sarà un colpo di mercato a determinare, ma i mattoncini che si mettono ogni giorno, i passi in avanti che vengono fatti». Sentir parlare il ds di quello che ci sarà da fare, sul campo prima di tutto, in attesa di quello che dirà Sarri questa sera dopo il Bortolotti fa capire come ci sia unità d’intenti in seno alla Dea. Ds e Mister sono in sintonia, il resto viene dopo.
Mercato? «Siamo vigili e attenti»
La chiosa sul mercato, quando la domanda verteva su un nuovo esterno d’attacco, ha confermato che la Dea è vigile anche sul centrocampista. Ma senza fretta, perché il gruppo soddisfa e perché la strategia, a Zingonia, è chiara. «Siamo vigili e attenti, se capita un’occasione ci faremo trovare pronti. Per l’esterno e il centrocampista»: in questo momento non c’è altra via che fidarsi del lavoro dei dirigenti orobici, ogni valutazione sul mercato si farà dopo il gong finale.