Infortuni simili, tempi diversi Quando tornano Esti e CR77

Infortuni simili, tempi diversi Quando tornano Esti e CR77
01 Aprile 2015 ore 11:26

Per mesi, il notiziario della giornata in arrivo da Zingonia ha avuto sempre la stessa chiusura. «Estigarribia e Raimondi hanno proseguito con i rispettivi programmi di recupero». Destino comune per il paraguaiano e il bergamasco di Sedrina: rottura del legamento crociato anteriore e stagione decisamente compromessa. Ma ora che siamo ad aprile e alla fine del campionato mancano esattamente due mesi, come stanno Marcelo Estigarribia e Cristian Raimondi? Siamo andati a Zingonia, abbiamo visto il loro lavoro sul campo. Due interventi chirurgici, due riabilitazioni lunghe e tanto lavoro invernale passato nella palestra del Centro Bortolotti a cercare la luce in fondo al tunnel. Ci siamo quasi: uno è pronto e l’altro ha superato i due terzi del suo faticoso cammino. E, per la fine del campionato, potrebbe tornare in campo.

Corsa sciolta, rientro vicino. Dopo mesi di fisioterapia Marcelo Estigarribia ormai è pronto al rientro. Il lavoro con il gruppo è ripreso da alcune settimane, fin dai primi di marzo è stato alternato lavoro specifico e con la squadra, per una progressione della forma che gli ha permesso di scendere in campo per un tempo sabato scorso nell’amichevole di Zingonia contro l’Aurora Seriate. I 45 minuti disputati hanno confermato, di fatto, le sensazioni che mister Reja aveva affidato all’intervista concessa a BergamoPost il giorno prima. «Estigarribia fortunatamente è tornato. Mi piace molto, è un giocatore che corre tanto, cerca la porta e la vede. Credo che ci possa dare una grossa mano, dobbiamo recuperarlo al meglio e sono sicuro che potrà essere preziosissimo».

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Estigarribia c’è. L’esterno ex-Juve e Samp si era infortunato con la maglia della nazionale Paraguaiana il 10 ottobre 2014 durante un’amichevole in Corea del Sud. Durante il primo tempo, dopo circa 36 minuti, un recupero difensivo ha portato il giocatore ad incrociare la traiettoria del diretto avversario e un movimento anomalo lo ha fatto cadere pesantemente al suolo. Le prime indicazioni che arrivarono dal campo confermarono tutte le preoccupazioni che trapelavano: rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Estigarribia rientrò in Italia, per poi essere operato il 14 ottobre a Barcellona dal professor Cugat. L’ultima gara ufficiale della stagione con la maglia dell’Atalanta risale alla trasferta di Genova contro la Sampdoria: Estigarribia scese in campo come esterno destro di centrocampo (dalla parte opposta spazio a Molina) ma dopo solo un tempo Colantuono lo sostituì e passò al 4-3-3 con Maxi Moralez a supporto di due punte.

In campo già col Torino. Ora però i segnali sembrano confortanti: la corsa è fluida, i movimenti sicuri e la paura dei contrasti sembra svanita. Durante la seduta di martedì pomeriggio, Reja ha fatto disputare ai suoi una serie di esercitazioni schierando due formazioni con il 3-4-1-2: Esti ha giocato esterno a sinistra (dalla parte opposta D’Alessandro) e in più occasioni si è proposto in profondità. Sicuramente il ritmo partita è da ritrovare però il contatto con il campo, la misura dei passaggi e le distanze di gioco sono tutti elementi che lasciano pensare ad un ritorno imminente in campo. Magari già con il Torino, 176 giorni dopo l’infortunio in Corea del Sud.

Per Raimondi serve pazienza. Per un Estigarribia ormai pronto al rientro c’è un Cristian Raimondi che, invece, deve avere ancora un po’ di pazienza. L’esterno di Sedrina si è infortunato durante Empoli-Atalanta del 30 novembre 2014. La dinamica è simile a quella che ha messo ko Estigarribia un mese e mezzo prima, il legamento che ha fatto crack è lo stesso. Anche “CR77”, idolo della tifoseria che in carriera ha collezionato 104 presenze e 1 solo gol con la maglia dell’Atalanta, venne operato a Barcellona dallo stesso professore di Estigarribia: era il 6 dicembre, fin dai primi momenti dopo l’intervento l’obiettivo di Raimondi era quello di tornare per Atalanta-Milan del 31 maggio, ultima giornata di campionato.

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Lavoro intenso sul campo, ci siamo quasi. Dopo 4 mesi di palestra, proprio in questi giorni Raimondi ha sostenuto per la prima volta sedute differenziate e lavoro di fisioterapia: una seduta di ottima intensità agli ordini del professor Vaccariello. Prima con il supporto di una rete elastica che rimbalzava il pallone in diverse direzioni costringendolo a controllo di palla e passaggio laterale, poi con un percorso a zig-zag fatto conducendo il pallone in progressione, Cristian Raimondi ha lavorato per una mezz’ora abbondante sotto il sole del Centro Bortolotti.

È iniziata la discesa? Il rumore dei tacchetti sull’erba, il tocco di palla e il sudore della fronte sono tutte sensazioni estremamente piacevoli per chi non vede il campo da mesi. Rispetto ad Estigarribia, la corsa di Raimondi non è ancora fluida e sicura come ai bei tempi: la gamba destra è ancora un po’ contratta nell’azione, il tono muscolare è molto buono ma va perfezionato e la sensazione è che ormai la discesa sia iniziata. L’obiettivo di rientrare prima della fine del campionato è veramente alla portata. Prima di lasciare il campo, Raimondi si è tolto le scarpe ed è rimasto a guardare i compagni finire l’allenamento seduto sull’erba. Per uno che ha l’Atalanta dentro, la sofferenza è doppia ma l’augurio e l’abbraccio di tutti i tifosi bergamaschi sono l’antidoto migliore in ogni momento difficile.

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