L’Europa è a soli tre punti ed è doveroso crederci

L’Europa è a soli tre punti ed è doveroso crederci
01 Novembre 2018 ore 09:12

Nella notte di Halloween, la classifica di serie A è diventata definitiva dopo il recupero tra Milan e Genoa e adesso che tutte le squadre hanno giocato dieci partite possiamo dirlo: ciò che fino ad un paio di settimane fa sembrava orribile, oggi ha un aspetto molto più positivo e rassicurante. Anzi, con una vittoria a Bologna il futuro potrebbe diventare ancora più roseo. La squadra orobica è a quota 12 punti, tutto è assolutamente in gioco visto che mancano 28 partite e qualche mezzo ragionamento già si può fare.

 

 

Champions a sei punti: difficile ma non impossibile. A parte la Juve che gioca uno sport diverso rispetto a tutte le altre compagini che lottano alle sue spalle, la corsa a due tra Napoli e Inter per il secondo posto è il primo duello avvincente che la classifica propone. Milanesi e partenopei sono a quota 22 punti e fino a oggi si sono dimostrati i più continui alle spalle della formazione bianconera. Lazio e Milan sono ferme a quota 18 ma entrambe le squadre hanno convinto poco in parecchie sfide, con i due allenatori (più Gattuso di Inzaghi) che sono stati pure sulla graticola.

Per la Dea che ha 12 punti, il ritardo rispetto al quarto posto è di sei lunghezze, ma più del gap da colmare ci sono le prestazioni a dare fiducia. In questo momento la Roma è attardata e certamente può rientrare in gioco, ma ogni anno ci sono sorprese positive ma anche negative e senza l’impegno di Europa League ci sarà la possibilità di concentrarsi al massimo anche per quello che sarebbe qualcosa di meraviglioso per Masiello e compagni.

 

 

Europa League a tre punti: doveroso crederci. Senza correre troppo con la fantasia, la zona più vicina dal punto di vista matematico alle possibilità dei nerazzurri è quella in cui si combatte per il quinto e sesto posto. L’ultimo treno per l’Europa diretta è distante oggi appena tre punti e il fatto che ci siano parecchie squadre appaiate a quota 15, 14 e 13 è addirittura un vantaggio per chi come l’Atalanta insegue.

Ogni settimana ci sono scontri tra formazioni che potenzialmente lottano per gli stessi obiettivi, nel fine settimana l’Atalanta giocherà a Bologna, ma, ad esempio, sono in programma Fiorentina–Roma e Sampdoria–Torino oltre a Inter–Genoa e Juventus-Cagliari che rappresentano incroci pericolosi un po’ per tutte le squadre che attualmente sono davanti alla Dea di pochi punti e che, tra l’altro, giocano tutte (tranne il Milan) prima dei nerazzurri, tra sabato e domenica.

 

 

Serie B a sei punti: è un altro campionato. Per chi non riesce proprio a staccare gli occhi dal fondo della classifica, lo spauracchio serie B attualmente è lontano sei punti ma le prime partite di questa stagione e gli scontri diretti già giocati confermano che Chievo, Frosinone ed Empoli non devono guardare all’Atalanta come squadra da raggiungere ma ad altre formazioni del massimo campionato. E questo punto di vista è oggettivo se si osservano i dati delle gare giocate che evidenziano notevoli diversità di valori.

Il torneo di serie A è estremamente equilibrato e questo permette che ogni settimana ci siano sfide incerte che possono anche chiudersi con un risultato a sorpresa. Proprio perché poche squadre possono vantare campioni in grado di decidere da soli le gare, l’organizzazione di gioco e lo spirito sono due fattori determinanti che, se sostenuti dalla massima concentrazione, permettono a squadre come l’Atalanta di partire spesso con un vantaggio. Giochiamo le partite e vediamo i risultati ma la parola d’ordine non può che essere fiducia.

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