Masiello c’è: la difesa ha trovato un nuovo leader

Masiello c’è: la difesa ha trovato un nuovo leader
Atalanta 16 Febbraio 2016 ore 10:11

Il pareggio per 0-0 sul campo della Sampdoria, nonostante non abbia regalato grandi emozioni, ha acceso i riflettori su una difesa che ancora una volta non ha preso gol e che senza Paletta sta trovando un nuovo leader: Andrea Masiello. Dopo le tante vicissitudini del passato e il periodo buio della squalifica per il calcio scommesse (2 anni e 5 mesi), dal gennaio del 2015 il difensore ex-Bari è tornato a disposizione della Dea. Colantuono prima e Reja poi lo hanno utilizzato con continuità, il tecnico goriziano lo ha schierato anche da centrale a 3 oltre che in coppia con Toloi nella difesa a 4.

È il difensore più presente della stagione. Dati della Lega di serie A alla mano, si scopre un dato addirittura sorprendente: Masiello è il difensore atalantino che ha giocato più di tutti in campionato. Con 17 presenze e 1.386 minuti, l’eclettico giocatore viareggino guida la classifica di presenze del reparto davanti a Dramè (16 presenze, 1309 minuti), Toloi (16 presenze, 1299 minuti) e Paletta (15 presenze, 1244 minuti). Considerando che partiva come alternativa a destra in concorrenza con ben tre compagni (Bellini, Raimondi e il giovane Conti), la stagione di Masiello dal punto di vista numerico può ritenersi finora decisamente positiva. Fino a fine novembre, nella gara interna contro il Torino di domenica 22, Masiello è sempre stato impiegato nel ruolo di terzino destro (9 volte da titolare e 1 da subentrato allo Juventus Stadium), in casa con il Napoli ha giocato solo uno spezzone finale, mentre con l’anno nuovo (16 gennaio, Atalanta – Inter) è iniziata la sua nuova vita da centrale difensivo prima con lo schieramento a 3 (Inter, Frosinone, Sassuolo e Verona) e poi come centrale in una difesa a 4 nelle gare terminate 0-0 contro Empoli e Sampdoria.

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In campo si muove da leader. In questo tormentato inizio di 2016, Masiello ha sostituito molto bene Paletta che non gioca da alcune settimane per via di un problema muscolare. E nel bel mezzo della bufera Stendardo c’era lui in campo con Toloi e Cherubin a battagliare contro Inter, Frosinone e Sassuolo mentre dopo la serataccia di Verona è stato sempre lui ad aver giocato (molto bene) come colonna difensiva centrale vicino a Toloi. Domenica scorsa a Genova, in alcuni frangenti, si è distinto anche per la capacità di guidare i compagni e spronare qualcuno in difficoltà. Vederlo nel cuore della difesa con il timone ben saldo tra le mani ha sorpreso tanti e adesso diventa difficile immaginarlo fuori dai giochi.

Atalanta quinta difesa del campionato. Con Masiello a comandare le operazioni, la difesa atalantina continua a offrire un ottimo rendimento. Se è vero che davanti non si segna, dalle parti di Sportiello gli orobici hanno subito 4 gol nelle 6 partite che il numero 5 di Edy Reja ha giocato da titolare nel 2016 e più in generale sono i numeri del campionato a rendere merito a quel reparto che all’alba della stagione sembrava il vero punto di domanda atalantino. La squadra bergamasca occupa attualmente la tredicesima posizione in classifica con 29 punti, ma ha addirittura la quinta difesa del torneo (27 gol subiti in 25 partite) a pari merito con Milan e Roma. Meglio dei nerazzurri hanno fatto solamente Juventus (15 gol), Napoli (20), Inter (22) e Fiorentina (24): parliamo di squadre che lottano per posizioni europee e che hanno giocatori tra i più importanti del panorama italiano, europeo e in alcuni casi mondiale.

Oltre un terzo delle gare senza gol. Reja può contare su un buon portiere come Sportiello e, nonostante alcuni passaggi a vuoto difficili da digerire, l’Atalanta ha chiuso ben 9 gare su 25 senza subire gol. Gli 0-0 sono stati 4 (Milan, Frosinone, Empoli e Sampdoria) di cui 3 ottenuti in trasferta su campi decisamente ostici. In altre 8 occasioni alle spalle di Sportiello è finito un solo pallone (contro Inter, Verona e Sampdoria è avvenuto ben oltre il 90esimo) e se solo davanti si segnasse un po’ di più (l’Atalanta ha il penultimo attacco del campionato, 23 reti come il Carpi con Udinese e Verona che sono ultime a quota 21) è facile capire come tanti pareggi e sconfitte di misura (3 volte s’è perso per 1-0, 2 volte per 2-1) avrebbero potuto essere risultati molto più positivi.

 

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