Atalanta

Dea, il mercato di gennaio merita un bell'8 in pagella

Dea, il mercato di gennaio merita un bell'8 in pagella
Atalanta 03 Febbraio 2015 ore 11:24

Diciamolo chiaramente: il mercato di gennaio dell’Atalanta merita un 8 pieno in pagella. La sessione invernale, normalmente, serve per sistemare ciò che durante la prima parte di stagione si è rotto. Risultato? Con Pinilla ed Emanuelson si sono messi a posto attacco e batteria di esterni. Solitamente si mandano a giocare ragazzi che non trovano spazio e  che hanno bisogno di minuti per far vedere chi sono. Risultato? Molina e Spinazzola sono andati in serie B dove avranno continuità. In ultima battuta, a gennaio le grandi provano a strappare giocatori importanti e qualche diretta concorrente chiede una mano. Risultato? Baselli, Benalouane, Boakye e Bianchi non si sono mossi. Bravissima la società, su tutto il fronte.

 

EMANUELSON

 

Le 4 “B” sono rimaste. Domenica sembrava che l’esclusione di Benalouane fosse certamente legata ad una partenza verso l’Inter. Baselli era squalificato in tribuna assieme alla sorella minore e qualcuno lo ha pure salutato con calore: Milan o Fiorentina. Sicuro al 99%. Poi è arrivato lunedì e l’Inter ha preso Santon, a pranzo Galliani sembrava aver già fissato le visite mediche di Baselli. Poi è saltato tutto.

Perché non si sono mossi Benalouane e Baselli? Semplice, perché per l’Atalanta non sarebbe stato conveniente. Sia il centrale francese che il centrocampista cresciuto nel vivaio sono pedine importanti. Quindi chi li vuole deve soddisfare le richieste dell’Atalanta. Non siamo il Parma che ha bisogno assoluto di sbarazzarsi dei giocatori a costo di regalarli (Pozzi, passato in prestito al Chievo, ha un riscatto fissato a 1000 euro….) quindi Antonio Percassi ha fatto un ragionamento molto semplice: se volete Baselli pagate 2 milioni subito e a giugno altri 7 (obbligo di riscatto). Per Benalouane, trattiamo solo l’obbligo di riscatto (si parla di circa 3 milioni) e, in entrambi i casi, l’Atalanta deve fare profitto.

Il ragionamento è completato anche da considerazioni tecniche. Benalouane sarà utilizzato come centrale da qui a fine stagione visto il reintegro di Masiello, cederlo significava restare con Cherubin, Biava e Stendardo più Bellini adattato. Un pò poco. Baselli al centro è la prima alternativa a Cigarini, venderlo avrebbe richiesto un nuovo arrivo oppure la promozione di Grassi come prima alternativa. Un pò rischioso, ecco perché si è cercato di capire la disponibilità di Lodi.

Con questo scenario, l’Atalanta ha chiuso i rubinetti e ha lasciato a disposizione di Colantuono una rosa che non può non bastare per la salvezza. Nella maniera più assoluta. Ci sono alternative importanti e preziose in ogni ruolo, forse l’abbondanza è in avanti, ma anche qui la scelta è mirata. Perché mandare Boakye a Cesena o (peggio ancora) Bianchi a Verona sponda Chievo? Le due società avevano bisogno proprio di questi giocatori, trattenerli a Bergamo magari aumenta il malumore di qualcuno, ma certamente non rinforza chi sta correndo verso la salvezza come la Dea. Mossa logica e intelligente.

 

pinilla (2)

 

Tempismo perfetto. Mentre in tanti si sono affannati nelle ultime ore a cercare soluzioni, l’Atalanta ha il grande merito di aver risolto per tempo ogni problema. Innanzitutto, Mauricio Pinilla. L’attaccante del Genoa è a Bergamo da dopo Natale, la firma sul contratto è arrivata dopo il suo breve viaggio a Parigi e, se non si fosse giocata Genoa-Atalanta nel giorno dell’Epifania, avrebbe sempre giocato titolare dal primo minuto.

Due giorni dopo la gara di Marassi, Gasperini ha perso Matri per un infortunio e se solo si fosse aspettato qualche giorno per chiudere Pinilla, difficilmente sarebbe arrivato subito come invece è successo. Mentre tutte le altre squadre bisognose di attaccanti hanno lavorato un mese intero per trovare una soluzione (Torino in primis), l’Atalanta era già tranquilla con il suo nuovo attaccante ad allenarsi a Zingonia. Grande tempismo, un ottimo acquisto.

Per Emanuelson il discorso è simile. Sembrava dovesse arrivare subito, le reticenze dell’agente Raiola e dello stesso giocatore sulla durata del contratto hanno causato qualche rallentamento, ma l’Atalanta ha tenuto duro anche grazie alle prestazioni di Zappacosta. L’esterno di Sora ha segnato a Genova giocando alto a centrocampo e ha fatto gol pure in casa con il Chievo. Emergenza tamponata, trattativa con Emanuelson mai sfumata che si è chiusa come volevano i dirigenti orobici: 5 mesi di contratto secchi e poi ne parliamo. A giugno sarà deciso il futuro di Estigarribia, Raimondi rimarrà ed Emanuelson avrà giocato con continuità: tutto sotto controllo.

E i giovani? Qualcuno ha storto il naso vedendo i giovani della Dea poco impiegati e addirittura ceduti. Però certi ragionamenti dovrebbero essere supportati dai numeri altrimenti non si va da nessuna parte. Sportiello e Zappacosta sono rispettivamente il primo e il quarto dell’Atalanta nella classifica dei minuti giocati (parliamo di due ragazzi del ’92) e lo stesso Baselli (altro ’92) ha giocato quasi 10 partite intere (869 minuti) su 21 gare di campionato. Quando non era in campo ha giocato Luca Cigarini. Boakye (classe ’93) ha collezionato 14 presenze e quasi 700 minuti, D’Alessandro (’91) è stato chiamato in causa 14 volte per un totale di 624 minuti.

Molina e Spinazzola sono andati a giocare perché a Bergamo non c’era spazio, l’obiettivo numero uno è la salvezza e quindi servono giocatori pronti per dare un contributo. Che abbiano 39 anni o 17 conta poco. Colantuono ha dato spazio con grande continuità ad un paio di elementi ed altri tre li ha dosati secondo le esigenze della squadra. Ha fatto bene? Ha fatto male? Si poteva fare di più? Tutte domande lecite, mentre noi cerchiamo risposte la squadra ha 23 punti ed un buon margine sulla zona rossa.

A giugno ci saranno tanti ragionamenti da fare (sia sul mister che sul gruppo) però una domanda sorge spontanea: se Baselli lo vogliono in tanti, sarà perché lo hanno visto giocare o operano alla cieca? Se Sportiello e Zappacosta sono destinati a chiudere la loro prima stagione in serie A da protagonisti (quasi) sempre presenti, sarà perché l’Atalanta li ha valorizzati?

Adesso conta la salvezza, con Grassi o Biava importa poco. Con Pinilla o Denis, conta ancora poco. Perché l’unica cosa davvero importante è arrivare a quella benedetta quota 40. E gli uomini che vivono lo stanzone di Zingonia hanno tutto per farcela. Grazie ad un mercato di gennaio oculato e intelligente. Che merita un bell’8 in pagella.