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Migliaccio e l'intesa con Reja «Fondamentale per il rinnovo»

Migliaccio e l'intesa con Reja «Fondamentale per il rinnovo»
Atalanta 20 Luglio 2015 ore 15:15

Quello di Rovetta, per lui, è il quinto ritiro con la maglia nerazzurra. Mentre era in vacanza si vociferava di un addio dopo la scadenza del contratto, qualcuno lo dava già per ufficiale all'Avellino e invece la sua volontà è sempre stata quella di restare all'Atalanta. Giulio Migliaccio, centrocampista classe 1981, alla fine a Bergamo ci è rimasto. Con un contratto annuale, senza opzioni per il futuro ma con grandissima voglia di dare una mano importante alla squadra.

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Solo l’Atalanta nei suoi pensieri. «È vero - attacca il Vin Diesel di Mugnano - , c’erano altre squadre interessate a me. L’Avellino certamente è quella che ha dimostrato di volermi di più, ma anche il Cagliari si è fatto vivo in modo concreto. Hanno fatto tanta pressione per prendermi, sapevano che avevo un contratto scaduto e volevano che andassi da loro. Ma hanno trovato una persona che ha tantissima stima da parte della proprietà e che sta troppo bene a Bergamo. Ho parlato con la società, ci siamo presi un po’ di tempo ma ho sempre sentito la considerazione dei dirigenti nerazzurri. Abbiamo trovato l’accordo per un anno, senza opzioni. E sono felicissimo della scelta». Il mastino napoletano parla con grande serenità, si capisce subito che è felice e che la firma del rinnovo è il coronamento di quanto voleva fare. L’entusiasmo, con mister Reja, è tornato ad alti livelli. «Lui ha dato un senso alla mia annata, mi sono sentito considerato. Penso sempre che conta la qualità dei minuti che fai: Reja mi ha chiamato in causa in partite importanti e delicate come Parma, Lazio, Napoli e Roma, scegliendo me nei momenti delicati. Questa iniezione di fiducia è stata fondamentale, anche per il rinnovo».

L’alchimia con Reja. Migliaccio, secondo molti, era uomo di Colantuono. C’era il mister romano quando Migliaccio arrivò a Bergamo nel 2005, c’era lo stesso allenatore quando tornò nel 2013. Eppure l'avvento di Reja ha dato il "la" ad una nuova vita per il mastino di Mugnano: «Quando si ha a che fare con persone intelligenti ed esperte, non servono molte parole. Basta uno sguardo. Mi sono sempre sentito considerato, capisco perfettamente di non essere più un ragazzino, in certe fasi della stagione è giusto anche che trovino spazio altri compagni, magari più giovani e non c’è problema. Ma, ripeto, con Reja ci si è capiti al volo, e questo è fondamentale».

 

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Giulio e le sue Testimonial. Il numero 8 atalantino è un uomo dai valori forti, un calciatore vecchio stampo. Il dettaglio che conferma tutto questo, sta nei suoi piedi. Da 17 anni, calza sempre lo stesso modello di scarpe. «Le Asics Testimonial, rigorosamente nere. E sarà così fino a quando scenderò in campo su quel rettangolo verde. Mi davano scarpe quando giocavo in Serie C, lo fanno tutt’ora. Dall’anno scorso il modello è leggermente modificato, non è cambiato comunque nulla di sostanziale e ci tengo a ricordare che si tratta di una scarpa cresciuta con me».

Le fatiche di Rovetta. Contro la Rappresentativa Val Seriana Giulio Migliaccio ha giocato la seconda parte di gara. In campo, la prestazione della squadra è stata condizionata dal clima e dal pesante lavoro atletico, ma sono questi i giorni che serviranno per andare forte durante l’anno. «Stiamo lavorando molto, il metodo è cambiato: facciamo delle sedute con pochissimi macchinari e con tanto utilizzo del peso corporeo, ed esercizi specifici che simulano le situazioni di campo». Le fatiche hanno un obbiettivo: migliorare i risultati della scorsa stagione. Il concetto è fin troppo chiaro, e l'analisi di Migliaccio è chiara: il gruppo vale. «Ho sempre creduto nei miei compagni, nei giocatori dell’Atalanta. Tutti abbiamo reso di meno, ci sono elementi che sono di grandissimo peso e può capitare la stagione storta. Nel momento difficile ha pagato l’allenatore, siamo ripartiti. La voglia di rivincita potrà essere qualcosa di molto prezioso per noi».

 

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I nuovi compagni. Lì in mezzo al campo sono arrivati due nuovi rinforzi a fronte della partenza di Baselli. «Conoscevo Kurtic, siamo stati assieme a Palermo. Ha acquisito esperienza. L'ho visto impressionato dalla Festa della Dea e successivamente gli ho anche parlato. Ho cercato di fargli capire cosa significa essere all’Atalanta. Qui bisogna lottare per soddisfare noi, la gente e centrare la salvezza. Può darci una grossa mano. De Roon lo stiamo scoprendo: le premesse sono molto buone e anche se parla poco l’italiano stiamo imparando a conoscerci».

Il rullo del relax. Giulio Migliaccio è sempre molto attento al fisico e ai segnali che arrivano. Anche per questo motivo, il rullo da crossfit che si porta sempre in ritiro è diventato un compagno di viaggio inseparabile. «Si tratta di un rullo di gomma dura, sulla superficie ci sono delle protuberanze ed è utilizzato per scaricare la schiena, i glutei e i flessori ma non solo. Lo usano molto nel crossfit, l’ho portato spesso anche in ritiro prima delle gare e tanti compagni lo hanno provato, traendone grande beneficio. Sono innamorato di quell’attrezzo».

Il sogno nel cassetto. In carriera, con la maglia dell’Atalanta, finora ha segnato 6 reti in oltre 120 partite. Curiosamente, mai a Bergamo. «Mi piacerebbe segnare un gol nello stadio ristrutturato, davanti alla nostra gente. Questo, però, sarebbe un qualcosa in più: a me interessa che l’Atalanta si salvi e mantenga la categoria. Tutto il resto viene dopo».

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