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Miranchuk, Gollini e Zortea: quando il prestito con diritto diventa un problema

Si tratta di elementi che non rientrano nel progetto tecnico e per cui Torino, Napoli e Sassuolo vorrebbero uno sconto sul cartellino

Miranchuk, Gollini e Zortea: quando il prestito con diritto diventa un problema
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di Fabio Gennari

Il prestito con diritto di riscatto è una buona soluzione, ma diventa spesso un boomerang. Miranchuk, Gollini e Zortea sono tre esempi lampanti di come la formula sia interessante ma, nella sostanza, nasconda sempre un problema di soldi e valutazioni che complica terribilmente le cose. Spesso le ritarda e basta, mentre in altri casi le stoppa. Senza grandi possibilità di tornare indietro. Perché la cifra pattuita diventa motivo di trattativa.

Il fantasista in forza al Torino ha collezionato 31 presenze complessive tra Serie A e Coppa Italia, siglando 4 gol e 6 assist, il tecnico Juric ha avuto promesse da parte della società granata in merito alla sua conferma eppure il riscatto fissato a 11 milioni (ne sono già stati pagati 1,5 per il prestito) non è stato esercitato.

Cairo vorrebbe spendere meno, l'Atalanta ha il controllo della situazione e un problema da risolvere: che sia quella granata o un'altra, la soluzione va trovata perché a Bergamo non pare esserci spazio per il ragazzo.

Il portiere, che ha vissuto una stagione strana da Firenze e Napoli, è ancora della Dea. Il riscatto di Gollini a 8 milioni non è stato esercitato dai partenopei, come già era successo con il Tottenham (12 milioni) l'anno precedente, e anche se si parla di richieste di sconto (e di un interesse della Roma), i nerazzurri hanno ancora in casa un portiere che non ha possibilità di restare al momento. In ultima analisi, Zortea: il Sassuolo aveva un diritto di riscatto a 10 milioni, non lo ha esercitato chiedendo lo sconto e ora il ragazzo può finire al Verona.

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