Xavier Jacobelli

Ormai ogni volta è un primato (ma non ci siamo ancora stancati)

Ottantadue gol in 29 partite: record. Sette vittorie di fila in Serie A: record. Papu Gomez, vola nella classifica di sempre degli assist, Robins Gosens, 9 gol, miglior terzino cannoniere d’Europa, dodici punti in più rispetto a un anno fa e Gasperini...

Ormai ogni volta è un primato (ma non ci siamo ancora stancati)
02 Luglio 2020 ore 22:24

di Xavier Jacobelli

Ottantadue gol in 29 partite: record. Sette vittorie di fila in Serie A: record (diventano nove consecutive, se si contano anche i due successi sul Valencia in Champions League). Papu Gomez, vola nella classifica di sempre degli assist, Robins Gosens, 9 gol, miglior terzino cannoniere d’Europa, anche meglio di Trent Alexander-Arnold, neocampione d’Inghilterra con il Liverpool. Dodici punti in più rispetto a un anno fa (60 contro 48). Gasperini che festeggia la panchina n. 400 in A facendo un altro botto.

Ogni volta che si commenta una grande prestazione dell’Atalanta bisogna aggiornare sempre l’albo dei primati. L’esercizio diventa ancora più lusinghiero per Gian Piero, se la sua inarrestabile squadra nell’occasione batte un grande Napoli, che due settimane fa ha vinto la sesta Coppa Italia della sua storia, strappandola alla Juve nella finale di Roma e che a Bergamo si è presentato in forma pimpante, forte di cinque vittorie su cinque, figlie dell’effetto Gattuso.

Spellarsi le mani al fischio finale di ogni incontro della Dea è diventata un’abitudine piacevole per chi segue questa squadra meravigliosa. Noi bergamaschi lo sappiamo: lassù qualcuno la ama e l’aiuta a spingere i propri limiti sempre più in là. «Vogliamo regalare un sorriso alla gente di Bergamo», avevano detto Gasperini, i giocatori, i Percassi prima che il campionato ripartisse. Sono stati di parola, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, prestazione dopo prestazione.

L’allenatore dosa gli sforzi dei giocatori obbedendo evidentemente alla programmazione della preparazione che non può non essere stata impostata anche in chiave Champions League. Di volta in volta, alla ribalta salgono solisti diversi (Muriel e Zapata a Udine; Pasalic e Gosens contro il Napoli), come se anche il tabellino dei marcatori volesse esaltare la forza di un collettivo che mai, nei 113 anni di storia del club, aveva vissuto un ciclo così esaltante. Impressiona la determinazione dei giocatori. Colpisce la disinvoltura con la quale interpretano il copione gasperiniano, mandandolo a memoria qualunque sia l’avversario, qualunque sia l’andamento della partita. Il Napoli, grazie alla sagacia di Gattuso, aveva tatticamente imbrigliato i nerazzurri nel primo tempo, ma all’inizio della ripresa, ha ceduto di schianto al micidiale uno-due dell’Atalanta.

La Dea della corsa è inarrestabile. Il che rende ancora più meritevole lo sforzo sostenuto dalla squadra di Koulibaly che, prima della partita, ha scritto un toccante post dedicato a Bergamo. Grazie, Kalidou.

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