Le dichiarazioni

Palladino prima del Milan: «Vogliamo fare punti, meritiamo un bel finale. Futuro? Vedremo…»

Alla vigilia dello scontro diretto, il tecnico nerazzurro traccia il bilancio di cinque mesi intensi e guarda già alla prossima stagione

Palladino prima del Milan: «Vogliamo fare punti, meritiamo un bel finale. Futuro? Vedremo…»

La Dea si presenta a San Siro con ambizioni europee ancora vive ma con qualche rimpianto nell’ultimo mese e mezzo di campionato. Raffaele Palladino ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Atalanta (domani, 10 maggio, alle 20.45), affrontando temi di campo, mercato e futuro.

La partita

«È una bella partita contro una squadra forte. Vogliamo mettere in campo qualità e voglia di dimostrare: a fronte di prestazioni buone non abbiamo ottenuto i punti che meritavamo e vogliamo fare risultato in casa di una squadra forte.»

Il tecnico non si fida di un Milan in difficoltà: «Ho visto la partita col Sassuolo, sporcata dall’uomo in meno. Ci aspettiamo un altro Milan. Il Milan è abituato a giocare queste partite, è una squadra esperta che sa gestire i momenti difficili. Conosco bene Allegri: sarà una partita complicata. Noi proveremo a sfruttare le loro difficoltà, ma loro proveranno a reagire.»

Sul piano tattico, Palladino ha le idee chiare: «Il Milan difende con il 3-5-2 ma imposta anche a quattro, con un 4-3-3 a volte. Sono mobili in fase di gioco e l’imprevedibilità fa parte del calcio. Dobbiamo essere bravi a capire quando difendere bassi o andarli a prendere: le partite sono fatte di momenti e noi dobbiamo essere maturi».

Il bilancio dei cinque mesi

«All’Atalanta sto bene. Ho trovato grande affetto dalla società, dall’ambiente e dai tifosi e sono orgoglioso di questi cinque mesi di lavoro. Siamo passati dalla tredicesima posizione alla settima, lottiamo per un posto europeo. In Coppa Italia siamo usciti in semifinale ai rigori e in Champions abbiamo vissuto notti magiche, battendo il Borussia Dortmund. È stato un percorso bello e sono orgoglioso di quanto fatto finora».

Un mese e mezzo ha però appannato il cammino: «L’ultimo periodo le prestazioni le abbiamo fatte, ma a volte non ci è girata bene. Il dispendio di energie fisiche e mentali ha portato la squadra a non ottenere i risultati che volevamo. Abbiamo fatto più partite di tutti in Serie A: questo incide e paghiamo qualcosa nel finale».

«Meritiamo un finale diverso rispetto a come stiamo facendo recentemente. È un peccato sporcare quello che è stato costruito in questi cinque mesi dando segnali negativi a noi stessi e ai tifosi, che ci hanno sempre sostenuto».

Il Dna dell’Atalanta e la questione gol

«Ultimamente è venuto a mancare il Dna dell’Atalanta in alcune partite, come contro il Sassuolo, il Cagliari e col Genoa, dove siamo stati leggermente sotto ritmo. Però ci sono state anche partite con Juventus, Roma e Lazio in cui abbiamo dimostrato di essere la squadra che vorrei sempre. Il mio compito è mettere in campo gente che vada a duemila e non si snaturi mai».

Il problema principale è la finalizzazione: «Abbiamo perso Retegui e Lookman, che avevano segnato tanti gol: sono 48 reti in meno che devi cercare altrove. Questa settimana abbiamo lavorato molto sugli ultimi metri, sui tiri in porta, per stimolare i ragazzi e ritrovare fiducia. Spero che domani raccoglieremo già i benefici».

Il futuro: squadra e mercato

Palladino guarda con ottimismo alla prossima stagione: «Credo che la società e i tifosi vogliano aprire un nuovo corso. Vorrei scegliere io la prossima squadra, i giocatori da avere e da valorizzare. Quest’anno non ho potuto farlo, arrivando a stagione in corso. Le valutazioni le sto facendo da quando sono arrivato e la prossima stagione sarà costruita in funzione di questo finale».

Sui giovani del settore giovanile: «Vavassori, Levak, Obrić e Manzoni si allenano spesso con la prima squadra e per meritocrazia possono dire la loro. Sono molto attento ai giovani, ma le valutazioni definitive le faremo con la società a fine stagione, in base a chi andrà via e chi resterà».

«Non dipende solo da noi, ma ci teniamo a difendere il settimo posto per garantire all’Atalanta l’Europa il prossimo anno. Mancano tre partite e dobbiamo dare il massimo».

«Quando questo gruppo perde non accetta la sconfitta e vuole dare risposte importanti. Ho chiesto qualcosa in più a tutti, dai più giovani agli esperti. Io vivo per l’Atalanta e do il massimo: voglio portare questa squadra in posizioni europee. Speravamo meglio, ma siamo ancora lì a lottare».