La curiosità

Partenze shock? In realtà, nei primi 15′ di gara segniamo più gol di quelli che subiamo

La sensazione è che la Dea parta spesso ad handicap con lo svantaggio ma, statisticamente, sono più le gioie che i dolori...

Partenze shock? In realtà, nei primi 15′ di gara segniamo più gol di quelli che subiamo
Atalanta 02 Febbraio 2021 ore 08:00

di Fabio Gennari

Nella sfida contro la Lazio, l’Atalanta ha subito ancora una volta gol in avvio di partita. Analizzando l’intera esperienza di Gasperini a Bergamo, tuttavia, emerge un dato importante in merito alla primissima fase delle partite: sono 48 le reti segnate entro il primo quarto d’ora di partita, a fronte delle 38 subite. In percentuale, tuttavia, il peso maggiore è per quelle subite: si tratta del 14,9% dei gol al passivo contro l’11,2% di quelli all’attivo.

Detto che in senso assoluto l’Atalanta segna di più in avvio di partita rispetto a quanto non subisca, il dettaglio degli “0-1” che arrivano quando l’arbitro ha appena fischiato è comunque un elemento importante su cui lavorare. Delle 38 reti subite, sono 31 quelle registrate in Serie A mentre per il resto si parla di Coppa Italia (3), Europa League (1) e Champions League (3).

L’avversario più cinico in questa strategia è proprio la Lazio (5 reti realizzate contro l’Atalanta nel primo quarto d’ora), davanti a Fiorentina (4) e al terzetto formato da Juventus, Roma e Udinese (3). La squadra di Inzaghi, nello scorso campionato, aveva addirittura fatto registrare uno 0-2 a Bergamo nei primi 15′ minuti di partita: era il 24 giugno 2020, l’autorete di de Roon e il gol di Milinkovic Savic furono poi ribaltati da Gosens, Malinovskyi e Palomino.

Restringendo ancora l’analisi dal punto di vista dei minuti giocati, nei primi 10′ di partita, l’Atalanta con Gasperini ha segnato e subito gli stessi gol (26), mente il saldo nei primi 5′ di gara è negativo: 17 le reti incassare, 14 quelle realizzate. La forza della squadra nerazzurra è quella di non abbattersi mai, certamente però l’impatto di una simile situazione è molto diverso quando giochi ogni tre giorni e l’esempio si è avuto, prima che con la Lazio, a Udine: se una formazione che si difende e basta va in vantaggio diventa tutto più complicato.

L’aspetto predominante in queste situazioni è quello mentale. Un approccio migliore permette di alzare la soglia dell’attenzione evitando sbavature evidenti che finiscono per complicare pesantemente le partite. La parola d’ordine, tuttavia, si chiama continuità: se anche la Dea segna molto in avvio significa che i giocatori sanno come si deve fare. Non resta che riuscirci più spesso.

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