Valutare una partita del genere, pensando alle prestazioni individuali, è complicato. Perché bisogna valutare quello che non hai saputo fare, ma anche quello che non ti hanno permesso di fare. E allora, in Atalanta-Bayern Monaco 1-6, la forbice tra i voti migliori (comunque sotto al 6) e quelli peggiori è forzatamente molto ridotta. Con un’eccezione: questi tifosi fantastici meritano sicuramente un 10 e lode.

Carnesecchi 5: primo intervento al 4’ sul piazzato mancino di Olise, si ripete al 7’ sempre sul numero 17 del Bayern, ma al 12’ prende gol da Stanisic, che a centro area colpisce tutto solo sugli sviluppi di un angolo a sorpresa. Il 2-0 di Olise lo sorprende, il tris di Gnabry è un’azione capolavoro e al 30’ respinge Jackson solo davanti a lui. Anche il 4-0 lo prende senza colpe, ma nella ripresa grandina (altre due reti, un palo e molti pericoli). Serata da incubo.
Zappacosta 5,5: qualche buona chiusura la fa, nel primo tempo con Diaz è un duello anche rude, mentre nella ripresa esce per risparmiare un po’ di minuti che sarebbero stati solo inutile stanchezza nelle gambe. (66’ Bellanova 5,5: mette in mezzo per Pasalic il pallone dell’1-6, in fase difensiva viene sorpreso un paio di volte alle spalle, ma la gara era già finita da un pezzo).
Hien 5: cerca di arginare come può Jackson, combatte e spesso è nel cuore dell’area a lottare, ma la potenza del Bayern è troppo intensa e anche lui rimane travolto.
Kolasinac 4,5: gli tocca marcare Gnabry a 70 metri dalla porta e al 25’ il numero 7 dei tedeschi mette a nudo i suoi limiti con un allungo dalla propria trequarti che lo lascia indietro e porta al 3-0. È l’emblema di una gara in cui è costantemente in difficoltà contro avversari superiori in troppe cose. (55’ Ahanor 5,5: un po’ meglio di Kolasinac, ma comunque in difficoltà per la forza degli avversari).

Bernasconi 4,5: serataccia. Olise è un bruttissimo cliente, va quasi sempre in difficoltà. Al 22’ l’avversario lo punisce con un taglio verso il centro e la rete del raddoppio. Ancora troppo morbido al 25’ e Olise porge a Gnabry il 3-0. Nella ripresa arriva anche la doppietta del numero 17 del Bayern. Travolto.
De Roon 5: queste sono partite dove la forza dell’avversario è talmente ampia e netta che se provi ad arginare la situazione resti in mezzo alla tempesta. E non puoi fare nulla.
Pasalic 5,5: vale lo stesso discorso fatto per de Roon. Ciò che alza un po’ il suo voto è la rete della bandiera che gli vale il podio dei marcatori atalantini di tutti i tempi a quota 68. Magra consolazione.
Sulemana 5,5: largo a destra nel 4-4-2 iniziale è l’unico che cerca di creare superiorità saltando l’uomo. Fa ammonire Laimer, è sempre pronto a scattare, ma non trova mai il modo di rendersi pericoloso. (73’ Samardzic 5: ha una palla buona in verticale su assist di Krstovic, ma la sciupa malamente non arrivando nemmeno al tiro. Non cambiava nulla, ma poteva fare di più).

Krstovic 5,5: prima con Scamacca, poi da solo e alla fine pure lanciandosi su Urbig in uscita nell’occasione da qui arriva il gol dell’1-6. Sua l’unica conclusione pericolosa del primo tempo. Il più vicino alla sufficienza di tutta l’Atalanta.
Zalewski 5: torna largo a sinistra, stavolta con Bernasconi alle spalle in un inedito 4-4-2. Non trova mai lo spunto importante, finisce anche lui per essere travolto dalle mareggiate del Bayern Monaco e non riesce a incidere. (55’ Musah 5: corre tanto, prova a rendersi utile, poi prende un’ammonizione un po’ così che gli costerà la gara di ritorno perché diffidato).
Scamacca 5: nel primo tempo cerca qualche giocata, sfiora un bel pallone di testa, ma non incide e al riposo Palladino lo tiene fuori pensando alle prossime gare. (46’ Djimsiti 5,5: un salvataggio sulla linea evita la marcatura numero 7 degli ospiti, per il resto va in difficoltà come tutti i compagni).
Palladino 5: il voto è un mix tra quello che prova a fare, con coraggio, e quello che invece la squadra non riesce a mettere in campo. Il bello è che anche nella ripresa, con lo schieramento classico, il divario è restato enorme e la squadra ha segnato solo all’ultimo respiro. Avanti mister, era impossibile ma ci hai comunque provato.