Pasalic, Rigoni o Ilicic? Pro e contro in vista Chievo

Pasalic, Rigoni o Ilicic? Pro e contro in vista Chievo
Atalanta 18 Ottobre 2018 ore 09:41

Pasalic, Rigoni e Ilicic. Ovvero la continuità, la pericolosità e l’imprevedibilità. A Verona contro il Chievo Gasperini ha tre soluzioni per completare l’attacco della squadra orobica. L’ultima in classifica a quota -1 ha tanti problemi, l’entusiasmo per il nuovo allenatore Ventura non può bastare a cambiare volto ad un gruppo che arranca, ma se da una parte è giusto avere rispetto dell’avversario di domenica, dall’altra è altrettanto giusto ragionare sulle alternative a disposizione del mister.

 

 

 

Pasalic: perché sì e perché no. Il centrocampista croato è quello più vicino alle caratteristiche di Cristante anche se non gli assomiglia, per ora, così tanto. La logica, stando alla continuità dimostrata da Gasperini nelle ultime partite, farebbe pensare che quella di Verona possa essere ancora una buona occasione per rivederlo alle spalle delle punte Gomez e Zapata. Tuttavia, delle partite disputate negli ultimi 45 giorni la migliore è stata quella di Firenze in cui ha giocato da centrocampista puro alle spalle di Freuler.

Scegliere ancora Pasalic contro il Chievo sarebbe un altro segnale di come Gasperini abbia intenzione di insistere con un progetto tattico che sta dando ottimi risultati sul piano del gioco, ma pochi punti in classifica. Se si sbloccasse in zona gol, le giocate sarebbero più fluide e la sua indubbia qualità tecnica potrebbe diventare molto utile. Se dovesse fallire ancora, invece, il vortice della sfiducia potrebbe iniziare a strattonarlo verso il basso. La scelta non è affatto semplice, soprattutto per una maglia da titolare e considerando anche la sua assenza nei giorni scorsi a Zingonia per gli impegni con la Croazia.

 

 

Rigoni: perché sì e perché no. L’Atalanta ha problemi in fase realizzativa, Rigoni è il calciatore che in serie A ha segnato di più tra i nerazzurri (3 reti, come Gomez) e quindi non dovrebbero esserci problemi per mandarlo in campo. Ma poiché il calcio è fatto sia di fase difensiva che offensiva, Rigoni ha bisogno di essere ancora ben incanalato nei meandri tattici del mister e la sfida vera è riuscirci senza snaturare troppo il suo modo di giocare.

La scelta dell’argentino potrebbe anche essere legata al lavoro fatto da Gasperini nelle due settimane di sosta: da Zingonia arrivano notizie di come il tecnico stia insistendo molto sull’aspetto tattico perché Rigoni ha grandi doti offensive, ma ha bisogno di crescere in fase di non possesso per aiutare i compagni. Le doti non gli mancano, i gol segnati e la sua pericolosità in appoggio alle punte ormai l’abbiamo intravista e la domanda che sorge spontanea è questa: contro il Chievo che metterà la sfida subito sulla difensiva, meglio iniziare con Rigoni o inserirlo a gara in corso?

 

 

Ilicic: perché sì e perché no. Eccolo, l’uomo della provvidenza nerazzurra. Il miglior marcatore della scorsa stagione con 15 gol. L’eroe di Dortmund ha dovuto saltare una grossa fetta di questo inizio di stagione per colpa di una brutta infezione. Ora che il peggio è alle spalle, Gasperini aveva iniziato a costruire una nuova preparazione fisica un paio di settimane fa, ma la convocazione in Nazionale ha interrotto un lavoro che adesso sarà ripreso senza sosta.

Ilicic, visto prima della sosta, non ha che 20-30 minuti nelle gambe, eppure con la Slovenia ha giocato 120 minuti in due partite (30 in Norvegia, 90 contro Cipro) e quindi un po’ di ritmo in più lo ha accumulato. I suoi piedi, le sue giocate e la sua qualità sono tutti ottimi motivi per schierarlo senza alcun dubbio contro il Chievo, ma il punto di domanda riguarda la tenuta: Ilicic sarà quello che con una minima spallata è finito a terra come contro la Sampdoria vicino alla bandierina del calcio d’angolo oppure è cresciuto? La valutazione, il mister, potrà farla a Zingonia tra oggi e domani e poi sarà tempo di Chievo–Atalanta.

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