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Sono Mauricio Pinilla, il 51 «Volevo solo Bergamo»

Sono Mauricio Pinilla, il 51 «Volevo solo Bergamo»
Atalanta 08 Gennaio 2015 ore 14:17

«Non ho avuto nessun dubbio, non ho ascoltato nessuna offerta di altre società come il Torino o il Qatar e ho deciso di lasciare Genova perché mi sento in un momento importante della mia carriera e voglio giocare: quando ho saputo della possibilità di venire a Bergamo, ho detto subito di sì. Ho chiesto ad alcuni amici come Migliaccio e Carmona, mi sono informato sulla società e sull’ambiente e ho firmato. Senza dubbi, senza pensare ad altro».

Con queste parole, il nuovo attaccante della Dea Mauricio Pinilla si è presentato alla stampa al Centro Bortolotti di Zingonia. Sguardo deciso, sorriso sereno e parlantina fluente, il puntero cileno ha raccontato le prime sensazioni ai giornalisti presenti e le sue parole sono musica per i tifosi nerazzurri. Sul suo profilo twitter, i tifosi genoani lo hanno ringraziato per quello che ha dimostrato in pochi mesi, segno evidente di come sia il suo approccio al campo.

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«Sono venuto per dare una mano alla squadra, - ha detto il nuovo numero 51 - con i gol ma non solo. Credo che l’Atalanta possa risollevarsi in classifica perché non è quello il campionato che compete a questo gruppo. Non vedo l’ora di scendere in campo e se fosse stato per me l’avrei fatto anche domenica a Genova. Non per vendetta, solo per dare il massimo per la mia nuova maglia. Sono un giocatore che spinge sempre al massimo sul terreno di gioco, non mi tiro mai indietro e sputo sangue per i colori che porto addosso. Le società si sono accordate in questo senso e io ho preso atto, ora arriva il Chievo e sogno un esordio vincente magari con gol. Quello che più conta, però, è la squadra e io voglio dare una grande mano».

Dal giorno del suo arrivo in città, in tanti hanno provato a ragionare sulla sua posizione e sulla possibilità di vedere la coppia Pinilla – Denis dal primo minuto. È bastato chiedere al diretto interessato per capire una volta di più come modulo e compagni non siano troppo nei suoi pensieri. «Ho giocato da solo, in coppia e in un tridente nella mia carriera. Non c’è problema. Sono a disposizione completa del mister. In coppia con Denis? Decide Colantuono, io penso solo ad andare in campo per dare una mano e ricordo che lui, negli ultimi 4 anni, è stato molto importante per questa società. Arrivo in un gruppo nuovo e cercherò di inserirmi senza problemi, quello che conta è uscire prima possibile dai bassifondi».

A giugno il riscatto dal Genoa sarà obbligatorio, dopo alcune stagioni passate al mare (Palermo e Cagliari oltre a Genova dal 2010 in avanti) la nuova avventura di Pinilla inizia all’ombra di Città Alta e lui, come tutta la famiglia, è davvero contento della nuova esperienza. «I miei bimbi (ha due figlie di nome Agustina e Matilda ed un figlio di nome Mauricio Alessandro, ndr) sono dei guerrieri come me. Mi hanno detto: papà, dove tu sei felice noi siamo felici con te. Non è il massimo cambiare spesso, ma ora c’è questa nuova avventura da vivere e lo faremo insieme con grande entusiasmo. Fino a giugno e oltre. Ho già visitato Città Alta, Bergamo è molto bella e i compagni mi hanno anche già fatto conoscere alcuni ristoranti. Mi dicono in tanti che l’ambiente èmolto caldo e la tifoseria appassionata possono essere l’ideale per uno come me. Voglio dare il massimo e al più presto, già dalla partita di domenica con il Chievo».

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Maglia 51 sulle spalle e tanti tatuaggi sul corpo, il nuovo centravanti di Colantuono ha una spiegazione per tutto ed anche sulle sue caratteristiche scherza con gusto. «Da piccolo – chiude Pinilla - in Cile giocavo con il 15 poi ho cambiato con il 51 invertendo numeri e dando una bella svolta alla carriera. Ho tanti tatuaggi, tutti rappresentano un momento importante della mia vita ed anche la traversa ai Mondiali è tra questi. Ha fatto molto scalpore questa scelta, ma io non capisco, è qualcosa che ho vissuto come sempre con grandissima tranquillità. Spero di lasciare un segno anche Bergamo nei prossimi anni, vorrei farmi un nuovo tattoo magari con qualcosa di importante fatto con la maglia della Dea. Il colpo di testa è una delle mie caratteristiche più importanti ma non parliamone troppo, altrimenti gli avversari poi prendono le misure…».

Alla presentazione di Pinilla è intervenuto anche il Direttore Generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino che non ha mancato di sottolineare come Mauricio Pinilla, a gennaio, sia davvero un grandissimo colpo. «Ho visto che non si è dato grande risalto all’arrivo di Mauricio, ma credo sia sbagliato. A gennaio un giocatore simile è difficilissimo da prendere, noi ci siamo riusciti grazie anche all’intervento diretto del Presidente Percassi che ha trattato con Preziosi. Siamo felici, con Sartori continuiamo a tenere monitorato il mercato ma il giocatore che serviva subito è già qui e siamo sicuri che ci darà una grossa mano lì davanti».

Marino ha dato alcune indicazioni anche sui prossimi movimenti e ha dichiarato che sul discorso Masiello una decisione definitiva deve ancora essere presa. «Siamo attenti, l’input della società è quello di fare altre operazioni, ma dobbiamo ponderare bene ogni scelta e valutare anche quello che dice il campo. Baselli? Ci ho parlato prima della gara di Genova, lui ha risposto alla grande: a gennaio non si muove. Sul discorso Masiello gli avvocati stanno lavorando per capire quando finirà ufficialmente la squalifica, una decisione verrà presto comunicata ma non voglio anticipare nulla».