Pinilla, Denis o Monachello? Davanti è una poltrona per tre

Pinilla, Denis o Monachello? Davanti è una poltrona per tre
13 Ottobre 2015 ore 09:30

Una poltrona per tre. Parafrasando il titolo del celebre film del 1983 di John Landis “Una poltrona per due”,  pellicola che ogni anno viene proposta alla Vigilia di Natale, l’attacco dell’Atalanta va verso una nuova corsa a tre per il ruolo di punta centrale. Come Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis anche Mauricio Pinilla, German Denis e Gaetano Monachello saranno i protagonisti di una storia che fino a pochi giorni fa sembrava già scritta ma che dopo la super prestazione del giovane agrigentino con l’Under 21 merita qualche approfondimento.

 

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Gerarchie chiare, Pinilla davanti a Denis. Iniziamo dalla prima verità. Il titolare del posto da centravanti è Mauricio Pinilla. L’attaccante cileno classe 1984 (scadenza 2017) è il giocatore che offre maggiori garanzie sul piano della manovra, aiuta la squadra nello sviluppo dell’azione ed anche se gli avversari lo conoscono bene ha uno strapotere fisico che gli permette di arrivare sempre sul pallone e di mettere tutti in difficoltà. Grazie alla doppietta di Sassuolo e al gol contro il Cittadella è il miglior marcatore dei nerazzurri, è capace di gol spettacolari ma ha qualche limite di troppo sotto il profilo disciplinare: ogni tanto perde il controllo e si lascia andare a interventi evitabili che in 6 presenze gli sono già costati 5 gialli (di cui 2 sul campo del Sassuolo).

 

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Denis cerca il gol del record. German Denis rappresenta la storia dell’Atalanta. Con Rasmussen è lo straniero che ha segnato più di tutti in 108 anni di calcio a Bergamo, il prossimo gol lo proietterà in vetta solitario a questa speciale classifica e anche se fisico e prestazioni non sembrano quelle dei suoi momenti migliori, l’argentino classe 1981 (scadenza 2017) dà la sensazione che possa ancora fare gol importanti per la causa orobica. Particolare importante: come abbiamo già raccontato, la sua media realizzativa sui calci di rigore è di tutto rispetto, e l’Atalanta non ha un altro tiratore come lui a disposizione.

Il nuovo che avanza: ecco Monachello. Dai due centravanti conosciuti a livello internazione al giovane in rampa di lancio. Gaetano Monachello è un ragazzo classe 1994 (scadenza 2018 più opzione), a Bergamo non lo conosceva quasi nessuno e quando il direttore tecnico Giovanni Sartori ha affondato il colpo strappandolo al Monaco la sorpresa è stata forte. Il suo cartellino è costato “solo” 500mila euro, c’è un’opzione che prevedere il versamento ai monegaschi del 40 percento del valore della futura rivendita e questo dettaglio certifica la grande operazione fatta dalla Dea: se il ragazzo esplode, il beneficio sarà condiviso con i francesi a fronte di un investimento molto contenuto. Monchalello in campionato ha giocato pochissimo, solo un paio di spezzoni per un totale di 48 minuti. Di Biagio, ct della Nazionale Under 21, ha mostrato però di tenerlo in grande considerazione e nelle due sfide ufficiali contro la Slovenia (a Reggio Emilia l’8 settembre e a Capodistria l’8 ottobre) il ragazzo lo ha ripagato alla grande: 2 gol e 1 assist decisivi nei 119 minuti disputati e due prestazioni molto convincenti.

 

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I pro e i contro i ogni soluzione. Dal punto di vista matematico, l’attaccante più incisivo dell’Atalanta è proprio Gaetano Monachello. La sua media gol in stagione è di una rete ogni 83,5 minuti (2 gol, 167 minuti giocati tra Atalanta e Under 21), Pinilla si ferma a 116 (3 reti in 349 minuti compresa la Tim Cup) mentre Denis, grazie alla rete contro la Samp, è a quota 1 gol in 167 minuti giocati. Numeri  a parte, ci sono alcuni dettagli che fanno la differenza ma che Reja (e Bollini) dovranno considerare in modo molto attento da qui ai prossimi mesi. Pinilla, come detto, è il titolare del reparto, ma in vista del Carpi andrà valutato dopo il problema al flessore. In generale, tra cartellini troppo facili e qualche acciacco fisico di vecchia data, il numero 51 cileno si potrebbe anche gestire in base agli impegni per evitare di caricarlo troppo, ma nello stesso tempo dandogli tutto lo spazio necessario per fargli trascinare l’Atalanta. Nei match chiave, il posto è suo e le possibilità che le aspettative siano ripagate con qualche gol importante sono altissime.

 

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German Denis è il bomber. Denis è il giocatore più prolifico della storia recente della Dea. Anche lui, forse più di Pinilla, va gestito al meglio ed anche se molti sono convinti che la parabola della sua carriera abbia inesorabilmente imboccato la discesa finale, una squadra come quella orobica non si può permettere di rinunciare al numero 19. Denis a Bergamo ha sempre vissuto “momenti” specifici nelle stagioni, alti incredibili e bassi decisamente difficili ci sono sempre stati, ma se Reja indovina i momenti di maggior brillantezza, il gioco è fatto. Chiudiamo con Monachello e la sua grandissima voglia di imporsi. Freschezza e sfrontatezza, insieme ad un sinistro molto potente, fanno di lui uno dei giovani più interessanti in rampa di lancio. Si punterà su di lui senza patemi di classifica, e questo potrebbe avvenire molto presto. Vincendo con il Carpi non sarebbe un delitto vederlo a Torino con la Juve, o a Bergamo con la Lazio, mettendo in conto qualche errore e tanta corsa. Rispetto al Gabbiadini che si vide a Bergamo, Monachello non ha davanti un compagno da 16 gol in stagione come fu German Denis (almeno così sembra), e se continuerà sulla strada intrapresa in Nazionale anche a Bergamo ne vedremo delle belle.

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