Palladino, con il pareggio di Roma, è arrivato a quota 41 punti in 22 giornate di campionato sulla panchina nerazzurra. La proiezione è di 70 punti abbondanti su un torneo intero. E questo senza aver lavorato in estate col gruppo, senza aver condiviso con la società temi e necessità di mercato in estate.
Il giudizio, benché parziale, non può prescindere da questi dati di fatto e, anche se l’accesso alla finale di Coppa Italia finirà per indirizzare un po’ tutte le valutazioni delle prossime settimane, i numeri non possono essere ignorati.
Il tecnico di Mugnano ha un contratto anche per la prossima stagione, ma c’è la volontà di allungare, progettare, costruire la prossima Atalanta con lui al timone. I primi dialoghi con la società ci sono già stati e continueranno senza grandi pressioni, il tecnico ha dimostrato qualità importanti e c’è grande curiosità di capire e vedere cosa potrà fare partendo dall’inizio del ritiro. Con i risultati che determinano molto, certo, ma che non possono essere “tutto”.
La rimonta europea che Palladino ha messo in atto insieme al gruppo da novembre in avanti ha portato l’Atalanta al 7° posto (solo due giornate, la 25ª e la 26ª hanno visto la Dea al 6° posto) e quindi siamo esattamente dove la squadra e il gruppo hanno dimostrato di poter stare. Qualche passaggio a vuoto c’è stato, è vero, ma è successo a tutti. E la media dice 1,86 punti a gara. Qualcosa di concreto e tangibile, una media che vale l’Europa.