Il pareggio ottenuto a Roma, con Carnesecchi migliore in campo, è prezioso. Lo è soprattutto perché la prestazione del portiere conferma che è stata la Roma la squadra più vicina a vincere la partita e, in queste condizioni, se ottieni anche solo un punto c’è di che essere contenti.
Certo, vincere sarebbe stato meglio e la sensazione, dopo gli scontri diretti con Juventus e Roma, è che aver mosso la classifica di un solo punto è poca roba. Ma il verdetto del campo va accettato: a meno di di errori o torti, ottieni quello che meriti. È il calcio.
Adesso l’Atalanta ha ancora cinque partite a disposizione per definire la sua corsa europea e ci sono due paletti fondamentali da tenere a mente per non perdere la misura: l’accesso alla finale di Coppa Italia e il percorso di Palladino, subentrato a Juric alla dodicesima giornata e capace finora di raccogliere 41 punti in 22 gare di campionato. La media di 1,86 punti a gara significa una proiezione stagionale di circa 71 punti, e questo senza che il mister abbia avuto la possibilità di iniziare il lavoro in estate né sul campo né a fianco della società sul mercato.
Lo stesso Palladino ha portato i suoi ragazzi agli ottavi di finale di Champions League e ora ha la possibilità di andare in finale di Coppa Italia superando la Lazio nella semifinale di ritorno che si giocherà mercoledì sera (22 aprile) a Bergamo.
Chiaramente, la sfida contro la Lazio è diventata la partita più importante della stagione, ma si tratta di una definizione che è a scadenza. Perché andare in finale non significherebbe solo giocarsi un trofeo (che già di per sé è tantissima roba), ma aprirebbe scenari anche per l’Europa della prossima stagione e potrebbe consentire di giocarsi la Supercoppa Italiana. Insomma, è un passaggio davvero cruciale.