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Prima di tutto, consapevolezza: quello del Franchi è un punto importante per la corsa europea

Niente calcio spettacolo, ora bisogna compattarsi e spingere tutti verso un traguardo che per l'Atalanta sarà sempre grandioso

Prima di tutto, consapevolezza: quello del Franchi è un punto importante per la corsa europea
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di Fabio Gennari

Bisogna essere molto onesti, guardare il campo e pensare che il punto conquistato allo stadio Franchi è prezioso. Molto prezioso. L'Atalanta in questo momento non è una squadra che può travolgere gli avversari con corsa e gol come ha fatto in passato, i bergamaschi però a Firenze hanno fatto vedere di non tirarsi indietro quando c'è da lottare e il motto "la maglia sudata sempre" è stato perfettamente rispettato. Non è vero che si salvano solo Sportiello e il punto, se si cambia la prospettiva c'è molto altro di cui essere soddisfatti.

Che si sia alla fine di un ciclo meraviglioso che ha cambiato radicalmente il modo di intendere il calcio a Bergamo è nei fatti. Gli stessi fatti raccontano di una squadra che per trenta giornate su trenta è stata tra le prime sette della classifica, che ci rimarrà sicuramente anche dopo 31 giornate e che, se farà risultato contro la Roma, potrebbe continuare su questa strada, indipendentemente dalle avversarie. Vero che i conti si fanno alla fine del torneo, ma questo vale sempre: oggi l'Atalanta è in Europa, quale lo vedremo più avanti.

Attenzione, non stiamo guardando avanti sognando la Champions. La squadra orobica ha finora dimostrato di non riuscire a fare quello scatto che, ad esempio, hanno messo in campo Lazio e Roma. Oggi i nerazzurri devono serrare le fila, compattarsi e cercare di conquistare i punti che valgono un piazzamento europeo: a quota 60, ad esempio, le possibilità di farcela sono elevate. Per arrivarci, l'Atalanta deve mettere assieme 11 punti in otto partite (poco più della media attuale del girone di ritorno, poco meno della media stagionale), mentre le altre che inseguono devono farne 16 per scavalcarla.

Se si guarda la situazione attuale con negli occhi l'Atalanta di un paio di stagioni fa e pensando che le occasioni sciupate per accorciare sulla Champions League sono ormai un sacco, è normale essere delusi. Il ricordo del tempo che fu, tuttavia, non porta punti e nemmeno aiuta chi scende in campo. È il momento di fare fatica, di apprezzare la fatica, di sostenere la fatica. Ne facciamo troppa? Senza dubbio. Ma avanti con fiducia, è ancora tutto nelle mani dei bergamaschi e per noi sudare non è mai stato un problema.

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