Per lo staff salta fuori Bollini Ha già lavorato con Edy Reja

Per lo staff salta fuori Bollini Ha già lavorato con Edy Reja
Atalanta 12 Giugno 2015 ore 15:14

Il possibile ingresso di Alberto Bollini nello staff di Edy Reja, la situazione di Defrel, le richieste per il giovane francese Gouano, la flotta dei giovani atalantini e la voci sull’impegno europeo che attende i nerazzurri nella prima settimana di agosto. Cinque argomenti diversi, cinque notizie (vere) che meritano di essere approfondite in un momento in cui ci sono voci di tutti i tipi che arrivano un po’ da ogni angolo del globo.

Alberto Bollini a Bergamo? Durante il summit di martedì a Bergamo, i dirigenti atalantini e Reja hanno parlato anche dello staff tecnico per la prossima stagione. Il tecnico goriziano ha iniziato la sua avventura a Bergamo con il mister degli allievi Porrini come secondo, ma nei programmi c’è anche l’innesto di un nuovo elemento. Pare che siano almeno tre i profili in gioco, tra i quali in vantaggio c'è l’ormai ex mister del Lecce Alberto Bollini. L’allenatore mantovano, negli anni passati, ha guidato con ottimi risultati squadre del settore giovanile di Modena, Lazio, Inter, Fiorentina e Sampdoria. Il punto più alto è stato raggiunto con la Primavera della Lazio: titolo nel 2001 poi, nel 2012, la finale Scudetto persa contro l’Inter per 3-2, mentre nel 2013, a Gubbio, i biancocelesti di capitan Cataldi superarono nettamente per 3-0 proprio l’Atalanta.

 

bollini

 

Perché Bollini. Reja e Bollini hanno già lavorato assieme nella prima squadra della Lazio (il tecnico della Primavera è stato promosso il 4 gennaio 2014) ma a fine stagione l’allenatore goriziano lasciò la Lazio e per Bollini si spalancarono le porte da dirigente: a luglio venne promosso Responsabile del settore giovanile. Il 4 febbraio 2015 Alberto Bollini è tornato in panchina a Lecce (Lega Pro), dove ha concluso la stagione senza riuscire ad entrare nei play-off tra mille difficoltà. A breve, le strade di Bollini e Reja potrebbero ricongiungersi proprio a Bergamo.

Defrel, le contropartite e tanti milioni. Dopo il susseguirsi di voci che hanno caratterizzato la giornata di mercoledì, nelle ultime ore sulla posizione del francese del Cesena Defrel ha iniziato a serpeggiare un po’ di sano realismo che, va detto, non avvicina l’attaccante all’Atalanta. Anzi. L’incontro con il ds Foschi c’è stato, la voglia dell’Atalanta di arrivare al giocatore è reale ma ci sono alcuni paletti che una società come quella nerazzurra non può ignorare. La richiesta del Cesena, per quanto è trapelato su diversi media, è sia economica che tecnica. L’attaccante De Luca, il centrocampista Konè, il difensore Caldara e il centrocampista Molina sono tutti giovani interessanti. La domanda che sorge spontanea è questa: cedere (pur se in prestito) tre giovani al Cesena con un conguaglio di almeno 5,5 milioni di euro è un’operazione da Atalanta? Le vie del mercato sono infinite ma a quelle cifre, la Dea solitamente vende e non compra.

 

gregoire-defrel-cesena-verona-serie-a_1h1anu1pk06101e4st1l2zolfb

 

E poi c'è il Bologna. Il Bologna neopromosso può fare offerte molto interessanti: secondo la Gazzetta, anzi, una proposta ci sarebbe già, con gli emiliani pronti a mettere sul piatto Mancosu e tre milioni di euro per arrivare a Defrel. Qualche rumors racconta anche di un Torino che avrebbe già fatto passi in avanti con l’entourage del giocatore. Per arrivare ad una conclusione definitiva della vicenda bisognerà attendere la soluzione della vicenda Parma ma, ragionandoci un po’, la sensazione è che Defrel sia obiettivo troppo costoso per la società nerazzurra.

La situazione dei giovani. In questo momento l’Atalanta ha una rosa composta da qualcosa come 49 giocatori, e quando si dice che la priorità assoluta è vendere, è la pura verità. Ci sono pedine che non rientreranno nei piani tecnici: occorre capire quanto prima se si riesce a venderli, così da capire quanti giovani poter portare in ritiro. Facciamo un esempio molto pratico. L’ivoriano Kessie e il croato Kresic (entrambi del 1996) si allenano a Bergamo da alcuni mesi, indubbiamente sarebbe positivo per Reja vederli all’opera in ritiro. Ma se rientrano alla base due giocatori come Canini e Contini, che sono sotto contratto, l’Atalanta potrebbe dover portare loro in ritiro a scapito dei giovani: a Rovetta non si può essere in troppi. Nelle prossime 3-4 settimane sarà fondamentale cercare di piazzare più “esuberi” possibili, e in questo occorrerà tutta l’abilità di Sartori. Gran parte del prossimo mercato e del lavoro per la costruzione della prossima rosa passa da qui.

Il francese Gouano. Tra i vari giocatori che l’Atalanta ha in giro in prestito, c’è anche il francese Prince-Désir Gouano. Classe 1993, difensore centrale, è di proprietà della società nerazzurra dal 2013 (arrivava dalla Juventus) ma a Bergamo non l’abbiamo mai visto. Nemmeno in Primavera, nemmeno di sfuggita. Appena completato il suo acquisto, Gouano è stato spedito in Olanda nella formazione del RKC Waalwijk e ha chiuso la stagione (retrocedendo) con 24 presenze.  Quest’anno, invece, l’aitante difensore di colore (186cm di altezza) ha giocato con grandissima continuità nel Rio Ave, nella Serie A portoghese. Con 41 presenze globali (di cui 8 tra qualificazioni e turni di Europa League) e ben 3434 minuti giocati, Gouano si è messo decisamente in mostra e pare che a Zingonia siano arrivate richieste di informazioni sul suo conto da squadre di Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Polonia. La domanda sorge spontanea: visto che la Dea cerca rinforzi proprio in mezzo alla difesa, Prince-Désir Gouano non potrebbe essere una soluzione chiavi in mano?

 

gouano

 

L’amichevole all’estero. Continua la definizione delle amichevoli precampionato dell’Atalanta. Pare confermato l’appuntamento oltre i confini nazionali per la prima settimana di agosto, qualche voce circolata sui social network sembrava indicare la Spagna come destinazione probabile (si parlava dell’Athletic Bilbao) ma pare che ci siano discorsi avviati con una formazione tedesca di buon livello. Il nome e la data ancora non si conoscono, i tifosi dovranno pazientare ancora qualche giorno ma questo sembra proprio l’anno giusto per tornare in Europa. Almeno per una gara amichevole.