Tre punti d’oro per battere anche ansia, stress e paura

Tre punti d’oro per battere anche ansia, stress e paura
Atalanta 20 Ottobre 2014 ore 16:22

La vittoria dell’Atalanta contro il Parma ottenuta sul filo di lana è una boccata d’ossigeno che potrebbe essere vitale per il gruppo nerazzurro. I problemi non sono, d’incanto, tutti risolti ma è indubbio che vivere la settimana da ultimi in classifica o con 6-7 squadre dietro non è la stessa cosa. Cambiano le prospettive, si lavora con più serenità e si riesce ad incanalare la concentrazione per migliorare dove serve.

I numeri del match.

L’Atalanta ha battuto il Parma sotto tutti i punti di vista statistici. Nel possesso palla (56% a 44%), nei tiri in porta (3-1), in quelli totali (19-6) e nelle palle giocate (628 a 493) si leggono numeri abbastanza eloquenti di come il volume di gioco e la propulsione della formazione nerazzurra siano stati molto più forti rispetto agli avversari.

Quando hai più precisione (quasi il 69,5 % di passaggi riusciti per i nerazzurri contro il 61% dei ducali), miglior supremazia territoriale e le percentuali riferite a protezione dell’area, attacco alla porta e pericolosità tutte sopra al 50% sembra normale riuscire ad ottenere il risultato pieno anche se, alla fine, il gol da tre punti arriva poco prima dello scadere.

 

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Analizzando fino in fondo il report della Lega Calcio si nota anche come siano tutti nerazzurri i protagonisti specifici che si sono distinti per passaggi riusciti e tiri ma, visti tutti questi numeri positivi, la domanda sorge spontanea: perché la squadra di Colantuono ha battuto il Parma solo all’ultimo respiro grazie ad un errore di Mirante e alla zampata di Boakye.

Il peso della testa.

Nel calcio non decidono solo tecnica, tattica e condizione atletica. C’è un regista che muove tutto ed è la testa dei giocatori: non parliamo necessariamente di quella dei talenti piuttosto che di quella dei bomber. Ogni compagno porta un po’ della sua esperienza e della sua forza mentale in specifici momenti e l’Atalanta in alcune circostanze è sembrata quasi frenata.

Quando il pallone scorre troppo lateralmente, quando servono tre passaggi invece che un solo cambio di campo per spostarsi da destra a sinistra, quando invece di calciare si cerca il cross significa che il giocatore non è libero mentalmente. Capita, ci mancherebbe, soprattutto quando la pressione del risultato è forte, ma l’ansia è sempre una cattiva, pessima consigliera.

I tre punti ottenuti regalano una settimana di grande serenità alla truppa di Colantuono, questo non significa potersi rilassare ma analizzare senza troppa pressione gli errori. Se D’Alessandro rivede le 2-3 circostanze in cui poteva calciare, invece di cercare Denis al centro, se Zappacosta e Dramè riuscissero ad alzare il livello di qualità dei cross al centro, se Cigarini e Carmona provassero di più a calciare da fuori area probabilmente qualcosa cambierebbe.

Si tratta di dettagli ma in alcuni frangenti maggior cinismo e una più ampia presa di responsabilità al tiro sarebbero certamente decisivi. Nessuno si aspettava una gara scintillante contro il Parma eppure il volume di gioco espresso è stato importante. Non si sono viste trame di grande classe, ma una squadra capace di soffrire fino alla fine.

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L’importanza del compagno.

Ci sono alcuni flash che restano dal pomeriggio del Comunale che meritano di essere tenuti in grandissima considerazione. Prima di tutto, i cambi. Sia quelli fatti che quelli mancati. Boakye, Bianchi e Baselli sono entrati benissimo: nessuno dei tre poteva partire dal primo minuto? Il mister avrà certamente i suoi motivi e il merito di averli messi in campo è tutto suo, ma pensando al prossimo trittico è facile attendersi nuove mosse.

Zappacosta e Dramè sono apparsi quasi stremati alla fine, Raimondi e Del Grosso rappresentano delle garanzie e renderli partecipi del momento non può che fare bene alla squadra. Migliaccio, sotto questo profilo, è un esempio importante: prima da titolare, ottima prestazione e garanzia che quando serve una mano c’è.

E ancora Benalouane. Nel finale Boukary Dramè era praticamente stirato, fermo nella zona sinistra della difesa. Almeno in tre circostanze Benalouane lo ha supportato, lo ha addirittura sostituito sulla fascia con un cambio di campo che ha liberato Bianchi e poi lo ha protetto con un anticipo. Era sempre attento alla posizione, ha avvisato Cigarini che c’erano problemi senza farlo capire troppo ai parmensi che, infatti, da quella parte non sono mai saliti. Questa si chiama collaborazione di reparto. Ed ha funzionato benissimo.

Classifica che sorride.

Dopo due settimane passate a dire che con il Parma contava solo vincere adesso osserviamo soddisfatti la classifica. Atalanta a quota 7; in attesa di Genoa – Empoli ci sono sette squadre alle spalle dei nerazzurri di cui sei sicure. Non è ancora deciso nulla, però, preparare la trasferta di Udine con una simile condizione, permette a Colantuono di lavorare senza assilli clamorosi ma con la consapevolezza che in Friuli diventa fondamentale dare continuità.

Avanti, dunque, con fiducia e senza dubbi sul mister. Colantuono è fortunato? Forse sì, ma non è un difetto. E i numeri sono clamorosamente dalla sua parte, quindi giusto dargli fiducia e non fare voli di fantasia solo perché, prima del match, il vice di Luigi Del Neri, Francesco Conti, è stato avvistato in tribuna al fianco di Giuliana della Trattoria D’Ambrosio. Viste le squadre in campo, pensando al “Furlan”, è Donadoni quello che, forse, dovrebbe davvero preoccuparsi.

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