Puntiamo dritti allo scudetto (è tutta colpa di Gasperini…)

Puntiamo dritti allo scudetto (è tutta colpa di Gasperini…)
27 Agosto 2019 ore 08:21

«Fabio, tel dighe söbet (te lo dico subito): lottiamo per lo scudetto».

Il Bepo è tornato, dopo tre mesi di vacanza tra Onore e Igea Marina, è più in forma che mai e lo trovo al bancone del bar che beve un chinotto. Alle 6.55 del mattino.

«Bepo, è corretto il chinotto?».

«Pota per forsa… ghe det ol limù! (per forza, c’è il limone)».

«Va bene la fiducia, va bene che siamo matti… ma parlare di Scudetto non è troppo?».

«Fabio, siediti e bevi ‘sto macchiato che te spieghe töt (ti spiego tutto)».
«Oh, madre… sentiamo…».

 

 

«Punto numero uno: non abbiamo niente da perdere. Niente. È chiaro che per fare una corsa del genere serve che tutti i santi in Paradiso si mettano in fila per darci una mano. Ma noi giochiamo a pallone, sempre e contro tutti. È un piacere vedere in campo la Dea».

«Fino a qui, niente da dire».

«Punto secondo: l’effetto sorpresa vale solo per i vertici altissimi. An se riacc ters (siamo arrivati terzi), ormai ci affrontano tutte come se dovessero sfidare il Napoli e la Juve, perché solo quelle due ci sono arrivate davanti. E quindi noi dobbiamo cercare di ripeterci e migliorare. Con le prime due da mettere nel mirino».

«Ecco Bepo, qui esageri. Perché quello che dici è vero, ma abbiamo la Champions e nessuno sa come affronteremo anche quell’impegno. E, fidati, non è per nulla un impegno da poco. Credo che sia giusto sognare ma andiamo avanti una partita per volta. Senza volare troppo in alto».

«Dighet che esagere? (dici che esagero?)».

«Bepo, un po’ sì. Ma è colpa di Gasperini…».

«Sa cöntet sö??? (che cosa stai dicendo…)».

«Il mister è talmente bravo che ci ha abituato bene e ogni volta toglie 7-8 conigli dal cilindro. Si mette in discussione, cambia in corsa. Guarda la difesa dopo il 2-0: era messa giù male, ha cambiato gli uomini di posizione ed ecco il ribaltone».

«Beh, il ribaltone l’hai fatto perché è entrato Muriel».

«Mica vero, quello ha segnato i due gol decisivi, ma dal gol di Petagna in poi la squadra si è messa a macinare gioco: occasione del Papu tra i due gol, poi il 2-1 di Gosens (azione bellissima), l’occasione di Freuler e la traversa di Zapata potevano già sistemare tutto prima dell’intervallo. Non fosse stato per Berisha…».

«Fabio, parla mia. Mi sale il crimine. L’ha parat töt chel che al pudia parà. Laur de macc… (ha parato anche l’impossibile, roba da matti)».

«Bepo, ti svelo un segreto: l’è an porta per fa chel! (è in porta per quello)».

«Ta set prope u giornalista… (sei proprio un giornalista)».

 

«Pota… dai, chiudiamo in bellezza: che girone vuoi in Champions? Il mio lo sai già… Liverpool, Real Madrid e la terza sceglila te».

«Fabio, facilissimo: Barcellona, Tottenham e Salisburgo: arriviamo secondi!».

«Bepo… il chinotto corretto al mattino ti fa male…».

«Perché? Me go pura de nisu!! (io non paura di nessuno). E dopo che ho visto Mihajlovic a Verona con il suo Bologna ho capito una cosa: bisogna continuare a lottare, sempre. Siamo l’Atalanta, abbiamo poche armi, ma quelle che conosciamo e usiamo ogni partita sono importanti. Forse perderemo con tutti, magari stupiremo l’Europa: proviamoci, con le nostre forze e un popolo intero che sogna. Sarà una splendida avventura».

«Giusto Bepo! E riempiamo San Siro, che i prezzi sono davvero un regalo!».

«Tutti a San Siro Fabio, an ga de maiai (dobbiamo mangiarceli)! The Championssss!».

Food delivery
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia