L'editoriale di Xavier Jacobelli

Quando Agnelli disse: «Non è giusto che l’Atalanta sia in Champions League»

Quando Agnelli disse: «Non è giusto che l’Atalanta sia in Champions League»
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di Xavier Jacobelli

Vent'anni due mesi e quindici giorni senza battere la Juve in campionato sono stati lunghi da passare per la Dea. Eppure, se c’era una squadra capace d'infrangere il tabù bianconero questa non poteva essere che  l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, terza in classifica dopo avere sorpassato i Campioni d'Italia. A ogni impresa, questa squadra e il suo allenatore si divertono a  spostare i propri limiti sempre più in là.  Grazie alla quinta vittoria consecutiva (Spezia, Verona,  Udinese, Fiorentina e Juve), Gasp ha stabilito un altro primato personale: 123 successi su 231 partite alla guida dei bergamaschi; con il Genoa si era fermato a 122.

C’è dell’altro. C’è  il record che, non casualmente porta la firma di Malinovskyi, autore del quattordicesimo gol siglato da un subentrato: nessuno in Serie A ha fatto meglio sinora, rammentando come, nell’ultimo campionato, la formazione con il miglior attacco, di subentrati in gol ne mandò venti: anche questo è un primato che si può battere.

C’è un altro aspetto, in calce all’enorme soddisfazione atalantina per la vittoria suo bianconeri. Proprio in queste ore, l’Uefa e la Fifa stanno minacciando sanzioni durissime (esclusione dai campionati nazionali e dalle coppe europee) contro i 16 club che hanno in testa di fondare la Superlega dei riccastri, umiliando il merito sportivo e creando un torneo a inviti, basato sul censo e sul palmarès, anche se arrugginito. Fra i 16, ci sarebbe anche la Juve, insieme con Inter, Milan e Roma.

Il 5 marzo 2020, parlando alla riunione dell’Eca, l’associazione dei club europei di cui è presidente, Andrea Agnelli disse testualmente: «Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla Champions. È giusto o no? Penso alla Roma che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking del’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori. Con tutte le conseguenze del caso a livello economico. Bisogna proteggere gli investimenti...».

Dopodiché, l’anno scorso la Juve è stata eliminata negli ottavi di finale della Champions dal Lione e l’Atalanta, invece, è uscita ai quarti di finale, eliminata dal Psg poi diventato vicecampione d’Europa e ora semifinalista del torneo a spese del Bayern.  Quest’anno, la Juve è uscita di nuovo negli ottavi, stavolta per mano del Porto (posto n.16 nel ranking Uefa) e anche l’Atalanta è stata eliminata negli ottavi, dal Real Madrid (posto n.2). Nel giugno 2019, l’Atalanta era al n.97 nel ranking Uefa; in quindici mesi ha guadagnato 70  posizioni e oggi è la n.27 (Juve quarta, Roma quattordicesima, Napoli ventesimo, Inter ventiseiesima).

Con l'eliminazione di tutte le squadre tedesche, l’Italia è sicura di concludere il quinquennio 2016/2021 al terzo posto nella classifica di rendimento Uefa, mantenendo le quattro squadre in Champions League. E se c’è riuscita, il merito è anche degli exploit atalantini che si sono lasciati alle spalle due stagioni consecutive in Europa League e due stagioni consecutive in Champions League. Ora, grazie anche alla vittoria sulla Juve, vantano buone chances di centrare la terza. Giusto, no? Anche Agnelli lo sa.

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