Questa difesa è un fortino Subiti gli stessi gol dell’Inter

Questa difesa è un fortino Subiti gli stessi gol dell’Inter
30 Settembre 2015 ore 09:43

Il sesto turno di Serie A ormai è alle spalle, per l’Atalanta all’orizzonte c’è la sfida d’altissima classifica con la Fiorentina, ma le prime gare di campionato hanno iniziato ad offrire spunti e materiale su cui poter costruire analisi oggettive. L’Atalanta ha 11 punti in classifica, con un pizzico d’attenzione in più poteva averne qualcuno in più, ma, al di là di ciò, quello che colpisce più di tutto è la tenuta della squadra in fase difensiva e la grande propulsione offensiva. Chi si aspettava una Dea con la seconda difesa del torneo? Chi si aspettava 11 tiri in media a partita, di cui 5 nello specchio con 20 attacchi e 5 angoli battuti a gara?

 

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Difesa di ferro, dettagli da limare. Il primo dato, incontrovertibile, riguarda la ferrea retroguardia bergamasca. Tutti i tifosi e gli addetti ai lavori, per settimane, si sono arrovellati al pensiero che senza qualche innesto la difesa atalantina avrebbe patito le pene dell’inferno. Dopo 6 giornate di campionato i numeri dicono che la Dea ha subito 5 gol come l’Inter e si trova al secondo posto per reti a sfavore dietro Chievo e Fiorentina (4 gol). Singolare il fatto che la squadra ha subito più della metà di questi gol (3) dal minuto 60’ in avanti. Addirittura 2, dal minuto 93’ in avanti. Dettagli da limare, che avrebbero reso i numeri di questo inizio di stagione ancora più tondi. Sia in termini di classifica che in termini di bottino negativo per Marco Sportiello. Fatti salvi gli errori allo scadere, la squadra certamente si difende bene, Toloi e Paletta (ma anche Stendardo e Cherubin) stanno avendo un grande rendimento, e tutto il gruppo sembra capace di dare risposte significative. La squadra ne beneficia: 3 vittorie e 2 pareggi strappati con “appena” 8 gol segnati, ottavo attacco del campionato.

 

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Divertimento assicurato, lo dicono i numeri. Se la difesa tiene, è più facile vincere. Ma per andare a fare gol è necessario dare impulso continuo alla spinta offensiva e le tabelle della Lega Calcio confermano che la Dea è una squadra spettacolo. I tiri totali verso la porta degli avversari sono ben 66, quelli nello specchio 29 per un totale di 122 attacchi portati e ben 30 angoli battuti. Il possesso palla si attesa a oltre 24 minuti effettivi, mentre i falli commessi sono 95. Tutti questi dati, incrociati con le prestazioni dei singoli, dipingono in modo completo il quadro dell’avvio di stagione di Gomez e compagni. Quando una squadra riesce a dare continuità alla sua azione e trova sempre due o tre soluzioni di passaggio in fase di spinta, velocità di azione e spettacolo ne beneficiano. Certo, se a fronte di 66 tiri sono solo 8 i gol segnati (servono più di 8 conclusioni per vedere una rete nerazzurra) è logico che si soffra fino alla fine, ma se pensiamo un attimo da dove eravamo partiti bisogna solo essere contenti. Anzi, contentissimi.

 

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Calendario agevole? Giusto equilibrio.  Calendario alla mano, la convinzione comune, a inizio stagione, era che la partenza potesse aiutare l’Atalanta: tanti erano gli incontri “abbordabili”. Tuttavia, i valori della Serie A dicono che la Dea ha giocato 3 gare contro formazioni che stanno nella prima metà della graduatoria (Inter, Sassuolo e Sampdoria) e 3 contro squadre che lottano per non retrocedere (Frosinone, Empoli e Verona). Contro nerazzurri, neroverdi e blucerchiati sono arrivati 4 punti mentre le altre tre hanno portato in dote ben 7 punti. La Fiorentina, avversaria dell’Atalanta prima della sosta, sbilancerà questo equilibrio a favore di chi abita le zone alte della Serie A, e sarà molto curioso capire se l’Atalanta tornerà dal Franchi con un altro risultato positivo. Di sicuro, mai come questa volta, i nerazzurri non partono assolutamente battuti.

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