A Reggio Emilia solo sorrisi (ci abbiamo fatto l’abitudine)

A Reggio Emilia solo sorrisi (ci abbiamo fatto l’abitudine)
29 Gennaio 2018 ore 11:02

Lo stadio di Reggio Emilia, ormai lo abbiamo capito, è un autentico amuleto. Il pomeriggio di sabato dei tifosi nerazzurri è iniziato con tanta fiducia verso la partita e qualche ansia di troppo dopo le parole di Gasperini in settimana, ma è finito con un trionfo in bello stile e i pensieri divisi tra la sfida alla Juventus e il mercato che volge al termine. Nello 0-3 rifilato dagli orobici ad un derelitto Sassuolo ci sono una marea di buone indicazioni ma una certezza, granitica, rimane negli occhi del popolo atalantino: questa squadra è qualcosa di meraviglioso. Pure senza cinque titolari.

 

 

Mapei spoglio e silenzioso, si sentono solo i bergamaschi. La strada verso Reggio Emilia ormai ce la ricordiamo quasi a memoria, noi bergamaschi. Il Mapei Stadium è stato teatro di tre vittorie da urlo in Europa per l’Atalanta di Gasperini e venire a giocare da queste parti ha sempre un fascino particolare. La differenza, tuttavia, si percepisce già due ore prima della gara nel parcheggio davanti allo stadio. Il consueto brulicare di sciarpe nerazzurre è affare del giovedì sera, mentre nel sabato fresco ma non freddo di Sassuolo-Atalanta l’impianto emiliano sembra davvero un’altra cosa. Sulle tribune pochi spettatori, nella curva sud che siamo abituati a vedere piena zeppa di nostri ci sono sparpagliati qua e là qualche centinaio di sostenitori di casa e l’unica nota di colore la regalano i 25-30 ultras del “Sasol” che finiscono la gara addirittura a petto nudo. Nel settore ospiti, unico spazio dello stadio degno di nota, circa 860 tifosi atalantini hanno dato colore a una serata che altrimenti sarebbe passata via senza nessun sussulto. Almeno sugli spalti.

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Il primo tempo: vantaggio stretto, Atalanta padrona. Pronti, via e l’Atalanta entra subito in campo con il piglio dei giorni migliori. La squadra di Gasperini, nonostante le assenze di Berisha, Caldara, Hateboer, Spinazzola, Gomez e Petagna, gioca a memoria e le occasioni fioccano. A parte la rete del vantaggio firmata da Masiello alla mezz’ora, Ilicic e compagni disegnano calcio senza grandi affanni facendo sembrare il Sassuolo una FeralpiSalò (avversario in settimana nella partitella di allenamento) qualunque. Le statistiche al 45’ raccontano di un possesso palla vicino al 66 per cento, della solita poca cattiveria in fase offensiva ma anche di una squadra che stravince tutti i duelli individuali trascinata da Palomino, Toloi, Freuler e Ilicic, oltre che dai tifosi sugli spalti. Il ritmo dei cori è molto buono, si fosse stati in un numero più ampio la partita del tifo sarebbe finita in goleada ma già con la Curva in trasferta la differenza si vede in modo netto.

La ripresa: Var, gol e Mancini mediano. Nel secondo tempo, dopo una bella conclusione a giro di Politano, la formazione nerazzurra ha iniziato a macinare gioco quasi come nella prima frazione e Ilicic è riuscito nell’impresa di toccare tutte le corde dei tifosi orobici: prima la rabbia per una facile occasione sprecata, poi la delizia per quello schema su punizione da cui è nato il gol annullato (giustamente) da Valeri per fuorigioco a Cristante e infine il colpo di tacco da terra che ha favorito la rete (questa volta buona) del solito Cristante per il 2-0 ospite. La fiera della polemica sul Var è continuata anche nel finale, le maglie del Sassuolo sono evidentemente di bassa qualità e per uno strappo sul petto di Acerbi si è dovuto rivedere più volte il gol di Freuler alla ricerca di un appiglio regolamentare. Nulla di fatto, la rete è buona e il pubblico ospite finalmente può esultare. Nel finale, Gasperini regala un’altra gemma del suo calcio inserendo Mancini (difensore centrale) nel ruolo di mediano al posto di Cristante. Questo signore di 60 anni a volte si inventa cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.

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Il post-partita: Gasp tranquillizza tutti e Pirlo applaude. Poco prima del fischio finale, il settore ospiti intona il nome di Gasperini e l’intera Tribuna risponde con un applauso rendendo merito al tecnico degli orobici. Dopo il fischio finale, lo stesso condottiero della Dea ha parlato ai microfoni di Sky smontando quasi completamente tutte le preoccupazioni del popolo atalantino: «Il rapporto con la società, la squadra e i dirigenti è idilliaco. Dal punto di vista tecnico, io voglio sempre migliorare» ha dichiarato con volto disteso e sorridente. Dallo studio di Sky con cui era collegato Gasperini, ha preso la parola anche Andrea Pirlo: «Ormai io ho smesso ma sarebbe bello giocare con questa Atalanta: sono allenati bene, fanno cose egregie e sono davvero molto organizzati» ha detto l’ex fuoriclasse di Milan e Juventus. Dopo complimenti di questo livello da uno che per vent’anni ha dipinto calcio sui campi di tutto il mondo, la conferma che la Dea rappresenta una grande squadra è totale.

È già vigilia di Atalanta-Juve. Sassuolo-Atalanta è già un ricordo, domani sera la Dea scenderà di nuovo in campo e stavolta sarà semifinale di Coppa Italia contro la Juventus. Le condizioni di Gomez sono ancora da valutare, per il resto non ci sono grandi problemi e tutto lascia pensare ad un ritorno in blocco dei titolari: Berisha in porta, Caldara in difesa, Hateboer sull’esterno e il Papu in avanti dovrebbero giocare, con Spinazzola invece ancora ai box per un fastidio muscolare. Vista l’ottima prestazione di Reggio Emilia, Gasperini potrebbe anche pensare di non rischiare Gomez dall’inizio, ma nelle prossime ore potremo certamente capire qualcosa in più.

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