Atalanta

Ci giochiamo tutto a Bergamo E domenica sarà cruciale

Ci giochiamo tutto a Bergamo E domenica sarà cruciale
Atalanta 26 Gennaio 2015 ore 11:39

Trovare uno spunto positivo, dopo lo schiaffo di Verona, non è semplice. Anzi, vista la rabbia e la delusione, è probabilmente pure complicato trasmettere un messaggio di fiducia. Però il calcio è così, ogni settimana c’è una storia nuova da raccontare e un avversario da affrontare e, quando il girone di ritorno è iniziato solo da una partita, proviamo a mettere nel mirino l’unica grande verità che emerge dal campionato e dalla classifica dell’Atalanta: la salvezza dipende solo e soltanto da noi.

Vantaggio esile, ma comunque vantaggio. I punti di vantaggio sulla zona rossa si sono ridotti da quattro a due. Sconfitta a Verona e contemporanea vittoria del Cagliari hanno messo ansia un po’ in tutto l’ambiente, ma bisogna guardare avanti con fiducia. La squadra su cui fare la corsa questa settimana è cambiata, il Chievo ha perso a Torino con la Juventus e ora si trova terz’ultimo a quota 18.

Certo, quel madornale errore di Peruzzo proprio nello scontro diretto, oggi, fa venire ancora di più il nervoso, ma indietro non si può tornare e quindi andiamo avanti. I clivensi domenica prossima ospiteranno il Napoli, l’Empoli che questa sera affronterà in casa l’Udinese e si trova un punto dietro l’Atalanta (19 contro 20) andrà a far visita alla Roma. Con il Cagliari che viene a Bergamo per un super scontro diretto è ovvio che la prossima giornata sia di importanza enorme per le sorti dei nerazzurri.

E andare in campo con due punti di vantaggio sulla serie B ed uno sui diretti avversari è comunque qualcosa cui aggrapparsi per trovare forza e fiducia. Perché questo campionato si giocherà, per il terzo posto che vale l’inferno della serie B (Parma e Cesena sono veramente molto attardate), sul filo dei punti tra Chievo, Empoli, Cagliari e Atalanta: Verona e Torino sono un soffio più avanti, hanno come minimo due partite di vantaggio e, quindi, dipende ancor di più solo da loro.

Si gioca tutto a Bergamo. Il calendario delle prossime gare mette paura, ma non deve minare in modo totale l’animo del gruppo. Quella contro il Cagliari è una gara fondamentale e si gioca a Bergamo, nelle tre gare successive la Dea affronterà Fiorentina e Juventus fuori casa intramezzate dalla gara interna contro l’Inter di Roberto Mancini.

Sono gare complicate, soprattutto quelle lontano da Bergamo. Ma bisogna essere realisti e sottolineare come solo quella contro la Juventus sia una gara assolutamente segnata in partenza: Pogba e compagni sono troppo forti per tutti. Inutile farsi illusioni. Ma tutte le altre si possono giocare, ricordando che anche i pareggi (pure brutti e cattivi) fanno bene all’obiettivo, indipendentemente dallo spettacolo.

E facendo i conti della serva, per salvarsi all’Atalanta servono almeno 5 vittorie nelle prossime 18 gare: impensabile che nelle altre 13 arrivino solo sconfitte, pareggiandone cinque si arriva a 40. A Bergamo nel girone di ritorno devono venire: Cagliari, Inter, Sampdoria, Udinese, Torino, Sassuolo, Empoli, Lazio, Genoa e Milan. Dieci avversari, almeno quattro scontri da bollino rosso (Cagliari, Torino, Sassuolo, Empoli) e altre gare che non sono assolutamente segnate in partenza.

Se a Bergamo l’Atalanta farà l’Atalanta, i punti necessari per raggiungere l’obiettivo sono a disposizione. E se vuoi restare in serie A non puoi pensare di non battere, sul tuo campo, squadre come Cagliari, Torino, Sassuolo ed Empoli. Ma anche Udinese e Genoa. Ragionando anche sul fatto che, con le altre, non è detto che si perda sempre.

In trasferta le gare da bollino rosso sono tre: Parma, Cesena e Chievo alla penultima giornata. Anche qui, non ce ne vogliano i pessimisti cosmici, è pensabile che l’Atalanta scenda in campo per muovere la classifica. Andasse proprio male, una vittoria esterna e due sconfitte o tre pareggi, sarebbero comunque acqua importante per il mulino macina punti chiamato salvezza.

Orizzonti allargati e uomini chiave – Quindi allarghiamo gli orizzonti, in attesa di capire se domenica il Comunale potrà essere il fortino infuocato che tutti conoscono, aperto a tutti. Prepariamoci ad un Atalanta-Cagliari da vincere assolutamente e, in qualsiasi caso, non facciamoci prendere dall’ansia delle prossime sfide: Chievo a parte, tutte le altre devono affrontare la Juve come noi. Tutte le squadre invischiate in fondo alla classifica devono affrontare la Roma, tutte il Napoli e tutte la Sampdoria o la Lazio. Quindi siamo sulla stessa barca.

Siccome giornalisti e tifosi non scendono in campo è bene sottolineare pure come dai giocatori si attendano risposte importanti. Sono arrivate a Milano, poi scena muta a Verona e, quindi, bisogna ritrovarsi. Alla svelta. Aggrappandosi a Maxi, alle due punte perché passa da loro la nostra propulsione offensiva (tutte le dirette concorrenti farebbero cambio con noi, tutte) e da Carmona.

Abbiamo sottolineato la prestazione di Verona, ma su altre testate il cileno non ha raggiunto nemmeno la sufficienza. Opinioni, ovviamente, tutte rispettabili. Però se Carmona gioca da solo contro tre avversari e subisce pochissimo, non si può dire che gioca male. Al minuto 86’ ha fatto un recupero prodigioso sulla fascia (il Verona sarebbe partito in tre contro D’Alessandro) e ha riproposto l’azione su Maxi. In occasione del gol, non è lui che deve seguire Saviola ma Stendardo che (senza uomo da marcare) deve “sentire” il pericolo sul primo palo.

Giudizi a parte, il Carmona di Milano e di Verona è un elemento cardine: se Cigarini la smette di giocare ad intermittenza (una gara bene e una male), la squadra può farcela. Anzi, ce la farà. Perché dietro teniamo, il portiere para e Maxi è ispiratissimo. Quindi avanti con fiducia e senza paura: c’è una salvezza da conquistare punto dopo punto, per lo spettacolo, il bel gioco e per qualsiasi ragionamento sul futuro rimandiamo i discorsi a fine campionato. È meglio per tutti.