Sartori sul mercato: «Vi spiego le “promesse” fatte al Napoli»

Sartori sul mercato: «Vi spiego le “promesse” fatte al Napoli»
Atalanta 13 Febbraio 2016 ore 09:33

Giovanni Sartori è reduce da un mercato di gennaio pirotecnico. Delle operazioni fatte si è già detto molto, sono arrivati elementi affidabili come Diamanti e Borriello oltre a Djimsiti, Freuler, e Gakpè in un gruppo che ha perso Moralez, Denis e Grassi. A distanza di qualche settimana, con la sessione estiva ancora lontana e la gara di Marassi alle porte, l’uomo degli affari atalantini non è si è ancora fermato, ma ha tempo e voglia di analizzare quanto fatto fin qui, chiarendo pure qualche dubbio che serpeggia tra i tifosi. Ribadendo un concetto semplice ma spesso dimenticato: la macchina del calciomercato non si interrompe mai.

 

Soccer: Serie A; Atalanta-Empoli

 

Direttore Sartori, il mercato è finito. In tanti hanno fatto la tara di acquisti e cessioni e hanno parlato di un tesoretto importante. Oltre 11 milioni di euro. Andranno tutti nel mercato di giugno?

È stato un mercato importante, ma è sbagliato fare un mero calcolo matematico tra entrate e uscite e considerare l’avanzo come se fosse dedicato solo ed esclusivamente alle prossime operazioni. Una società come l’Atalanta deve cercare sempre di mantenere in ordine i conti lavorando sul filo dell’equilibrio, a gennaio sono state fatte operazioni importanti ma non bisogna dimenticare che i ricavi servono anche per la gestione ordinaria, per gli investimenti sulle strutture – che siano Zingonia o lo stadio – e impattano su molteplici fattori. Certo, lavorare con un avanzo positivo è sempre molto importante, ma non vale l’equazione “avanzo molto quindi spendo tutto su un nuovo giocatore”. Anno dopo anno si cerca di migliorare senza fare passi troppo lunghi.

 

MARL7701

 

Negli ultimi mesi le operazioni Baselli-Zappacosta al Torino, Benalouane al Leicester e Grassi al Napoli hanno stupito tutti, in negativo e in positivo. Che logica c’è dietro?

Tutte le operazioni di mercato che vengono fatte devono essere contestualizzate sia ragionando sul ricavo che sul momento in cui vengono fatte. Benalouane l’estate scorsa è stato venduto in Inghilterra, un mercato molto diverso dal nostro e basta vedere le ultime operazioni che sono state fatte dalle nostre squadre con la Premier League per capire bene di cosa parlo. Paloschi docet. Lo stesso Grassi se fosse andato in Inghilterra magari avremmo incassato di più, ma a gennaio è arrivato il Napoli e l’offerta migliore è stata quella, ci fosse stata solo la Fiorentina magari sarebbe andata diversamente. Se ripensiamo a Baselli e Zappacosta, d’impatto, il valore economico sembra basso visto che parliamo di due giocatori, ma per il momento in cui abbiamo ceduto e per tutte le componenti che hanno caratterizzato quell’operazione siamo convinti di aver fatto una vendita giusta. Diversa dalle altre che ho citato ma buona per il momento, per la formula e per l’interlocutore che ha comprato.

Dunque il segreto è parlare con le persone e le società giuste.

In Italia ci sono poche società che investono davvero sul mercato, penso che non sia un mistero e le operazioni ufficiali che si sono chiuse a gennaio lo dimostrano: il Napoli e la Juventus sono le più attive. Avere buoni rapporti con queste realtà è positivo, come ho detto il mercato è particolare e serve l’interlocutore giusto per riuscire a portare a termine le operazioni più soddisfacenti. Un altro fattore importante riguarda l’andamento della squadra. I 24 punti fatti fino a Natale hanno acceso i riflettori sul rendimento di parecchi nostri giocatori, è meglio vivere un periodo di grandi richieste e avere la possibilità di rifiutarne qualcuna piuttosto che trovarsi nella situazione della scorsa estate, quando nonostante quello che si leggeva sui giornali non arrivavano proposte concrete da parte di nessuno per i giocatori dell’Atalanta.

 

Chievo-Atalanta

 

Si è parlato tanto di queste opzioni che avrebbe il Napoli su Sportiello, Conti e de Roon.

L’ho già spiegato e lo ribadisco: si tratta di opzioni morali. Ci sono ottimi rapporti con il Napoli, personalmente ho un bel feeling con il ds Giuntoli anche per operazioni che riguardano il passato fatte con il Carpi. Nella trattativa per Grassi, la società partenopea ci ha fatto presente che le piacciono i nostri tre giocatori e siamo rimasti d’accordo per una priorità. Se, e sottolineo se, decideremo di venderli, ne parleremo prima con loro. In una trattativa bisogna sempre tener conto della volontà dei calciatori e del bene dell’Atalanta, sono discorsi prematuri che vanno presi per quello che sono.

L’operazione che le ha fatto gonfiare il petto  e quella sfumata che l’ha fatta arrabbiare?

La cessione di Grassi – considerando che parliamo di un bel giocatore che ha solo 14 presenze in Serie A ed è un quasi esordiente – rappresenta un’operazione ottima. Veramente ottima. Il rammarico è per alcune operazioni che avevamo impostato ma che non si sono concretizzate, non faccio nomi ma dico solo che erano anche giocatori interessanti per il futuro. Complessivamente, ritengo sia stato fatto un mercato più che soddisfacente.

 

Soccer: serie A, Atalanta-Inter

 

Chiudiamo con qualche nome per il futuro: ci sono ragazzi pronti a tornare per fare il salto in Serie A?

Abbiamo molti elementi interessanti in giro. Suagher a Carpi ha giocato alcune gare e lo ha fatto molto bene, gli stessi Caldara e Kessie a Cesena si stanno comportando benissimo e sono tra i papabili per un rientro in rosa già dalla prossima estate. In particolare, il centrocampista africano Kessie rappresenta un’altra ottima operazione: lo abbiamo riscattato, adesso sta giocando e ci sono molti interessi su di lui. La Roma lo ha chiesto, tante squadre chiedono i nostri elementi e in parecchi sono “attenzionati”: questo aspetto deve renderci felici, significa che abbiamo dei giocatori che si stanno comportando bene. Sarebbe molto peggio non ci fosse nessuna fila alla porta di Zingonia.

 

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