Giovane promessa

Scalvini, difensore o centrocampista? Oggi sembra essere più a suo agio dietro

Il ruolo per lui non è un grande problema, ma le ultime prestazioni stanno dimostrando che, forse, oggi va meglio nei tre arretrati

Scalvini, difensore o centrocampista? Oggi sembra essere più a suo agio dietro
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di Fabio Gennari

Dopo le ultime prestazioni, la domanda sorge spontanea e si ripropone: Giorgio Scalvini è un centrocampista o un difensore? Il giovanissimo prodotto del vivaio nerazzurro ha sfoderato sul campo di Udine e contro il Sassuolo due grandi partite, anche con la Fiorentina dalla parte di Ikoné aveva fatto bene e, soprattutto, sia con i viola che contro i neroverdi ha saputo gestire per una gran parte della gara il cartellino giallo preso in avvio.

In campo da braccetto di sinistra della difesa a tre atalantina, il ragazzo ha risposto alla grande e dopo un avvio di campionato un po' sottotono, il giovane 2003 è alla sua quarta da titolare di fila.

Durante la preparazione estiva, Gasperini lo ha spesso mandato in campo da centrocampista e sul campo della Roma (dove ha anche segnato il gol decisivo) il numero 42 della Dea si è visto in una posizione più avanzata. Le necessità difensive del gruppo (con la Fiorentina mancava Demiral, che era solo in panchina, a Udine e con il Sassuolo era invece fermo Toloi) hanno costretto Gasperini a riproporlo da difensore e i risultati sono stati eccellenti. Sia sul piano tecnico-tattico che della personalità.

A oggi, Scalvini sembra sentirsi più a suo agio in una posizione arretrata, ma potrebbe anche essere solo un'impressione dettata dal fatto che de Roon e Koopmeiners in mezzo al campo stanno facendo cose straordinarie. Di sicuro, per essere così giovani sia Scalvini che Okoli si stanno comportano egregiamente e quello che più conta è la prospettiva: il nuovo corso della Dea è già cominciato, nasce dal vivaio e grazie alla duttilità dei suoi giovani l'Atalanta guarda avanti con grande fiducia.

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