Spesso lo si “mette” fuori, con la maglia da titolare destinata ad Ahanor. E invece Sead Kolasinac gioca, continua a farlo spesso e la prossima volta che lo vedremo in campo con la Dea sfonderà il traguardo delle 100 presenze con la formazione nerazzurra.
Per un difensore arrivato da svincolato a Bergamo, con alle spalle esperienze importanti come quelle con Marsiglia e Arsenal, oltre alla lunga militanza (141 gare) con lo Shalke04, si tratta certamente di un bel risultato, condito da prestazioni di livello e da una considerazione dell’ambiente davvero molto alta.
Il ruolino di marcia con l’Atalanta dice 99 partite in nerazzurro, di cui 67 in Serie A, 15 in Champions, 9 in Europa League, 6 in Coppa Italia, una in Supercoppa Europea e una in Supercoppa Italiana.
Praticamente, il bosniaco ha giocato in tutte le competizioni e lo ha fatto quasi sempre da protagonista. Una certezza il classe 1993 nato a Karlsruhe (Germania), che con Gasperini, Juric e infine Palladino ha sempre trovato grande spazio.
Le caratteristiche di Kolasinac le conosciamo, ora resta da capire quanta birra abbia ancora in corpo (con il Mondiale a giugno nel mirino) e se l’Atalanta pensi ancora (con un rinnovo sullo sfondo) di puntare ancora sul numero 23 anche l’anno prossimo.
Il difensore non pare tagliato per un ruolo da gregario. Chiaro che l’Atalanta deve pensare al futuro, ma uno come lui in rosa ha sempre tanti motivi validi per essere presente. Anche se l’autonomia fisica, in questa fase della carriera, spesso si esaurisce nella prima ora di gioco.