Meglio un’altra Coppa Italia (la Champions può attendere)

Meglio un’altra Coppa Italia (la Champions può attendere)
Atalanta 19 Novembre 2018 ore 08:37

Sogno Champions? Tra un piazzamento nelle prime quattro che garantisce l’accesso ai gironi di Champions League e la vittoria in Coppa Italia i tifosi dell’Atalanta preferiscono nettamente il trionfo nella manifestazione nazionale. La pagina Facebook RadioDea ha pensato di proporre nella domenica di sosta della serie A un sondaggio molto semplice: potendo scegliere, i tifosi hanno risposto in 500 e il 72 per cento non ha dubbi: meglio un trofeo in bacheca.

 

 

Lustrini e pailettes? No, meglio la coppa. La domanda posta nel sondaggio è la seguente: “Sondaggio Pazzo: preferireste andare in Champions League o vincere la Coppa Italia?”. Chiaramente si vola sulle ali dell’entusiasmo e l’obiettivo è quello di capire come il popolo atalantino vive la quotidianità nerazzurra dopo la bella intervista di Gasperini alla Gazzetta. Le due opzioni in realtà non sono esclusive una dell’altra ma pensare a una Dea che arrivi nelle prime quattro e in fondo alla competizione nazionale pare francamente troppo.

Il 72 per cento dei seguaci (sono circa 3 mila ma il sondaggio è aperto a tutti) ha risposto che è meglio mettere in bacheca un trofeo, il restante 28 per cento invece sogna i lustrini della Champions League. Il risultato è per certi versi sorprendente e ha radici abbastanza solide: nei commenti, chi ha votato per la Coppa Italia ha spiegato come sia meglio mettere un trofeo in bacheca e che dopo tanto tempo Bergamo ha una grande voglia di gioire ancora per quella Coppa Italia snobbata dalle grandi, ma che per una realtà come la nostra può essere esaltante.

 

 

Pragmatismo orobico: Coppa Italia vinta significa Europa sicura. Siccome siamo bergamaschi e la nostra indole non si perde nemmeno nei sogni più belli, uno dei ragionamenti che va per la maggiore è questo. Se si vince la Coppa Italia si ha un posto assicurato ai gironi di Europa League e si partecipa poi alla Supercoppa Italiana. Quindi una vittoria porta tre risultati, che per una squadra come quella atalantina sarebbero veramente tanta roba. Dal punto di vista meramente matematico, per vincere la Coppa Italia il percorso comprende molte meno partite e anche se sulla strada ci potrebbe essere la Juve (da affrontare a Bergamo) l’obiettivo sembra possibile.

Emulare lo stesso risultato ottenuto dai gemellati tedeschi dell’Eintracht di Francoforte che l’anno scorso hanno vinto la Coppa di Germania sarebbe qualcosa di fantastico, ogni discorso è comunque rimandato a gennaio visto che il cammino della Dea inizierà solo nel 2019 contro una tra Cagliari e Chievo, ma intanto è forte la volontà dei tifosi di puntare a qualcosa di così importante. L’anno scorso, la Dea finì il suo cammino contro la Juventus nella doppia semifinale persa, ma gli episodi furono decisivi: il rigore fallito dal Papu all’andata e il pareggio sbattuto sul palo al ritorno gridano ancora vendetta.

 

 

La cabala: il 2019 è l’anno giusto. Tralasciando quelli che toccano ferro e che pensano che sia esagerato parlare di certi obiettivi a metà novembre, c’è un numero che ricorre proprio l’anno prossimo: il 56. L’Atalanta ha vinto la sua unica Coppa Italia nel 1963 contro il Torino (56 anni dopo la fondazione) e nel 2019 ci sarà il compleanno 112 (quindi altri 56 anni passati dopo il successo del 1963). La quaterna giusta è dunque 2 (sarebbe il secondo trofeo), 19 (l’anno prossimo), 56 (il ricorrente) e 63 (l’anno della prima coppa). La ruota? Senza dubbio quella di Roma, dove si gioca la finale.

Tornando per un attimo sulla terra, l’Atalanta riprende domani il lavoro a Zingonia. I reduci dalle Nazionali arriveranno alla spicciolata, ma elementi come Freuler (grande vittoria contro il Belgio domenica sera a Lucerna per 5-2) e de Roon (in campo stasera contro la Germania con la sua Olanda) saranno a disposizione rapidamente. A Empoli rientrerà Masiello, Palomino è da valutare mentre Toloi è certamente abile e arruolato dopo la brutta zuccata (con ferita) che lo aveva costretto a lasciare il campo durante Atalanta-Inter.

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