Sportiello: «Dura fare il portiere se gli avversari non calciano»

Sportiello: «Dura fare il portiere se gli avversari non calciano»
Atalanta 19 Febbraio 2016 ore 09:40

È stato il capitano dell’Atalanta delle ultime due giornate, oltre ad essere l’ultimo baluardo di una delle prime cinque difese del campionato, senza per altro quasi non toccare palla in tante delle ultime partite. Marco Sportiello sta vivendo una fase nuova della sua carriera, l’Atalanta segna poco e non subisce quasi mai, eppure i risultati sono un po’ stiracchiati e lui aspetta con grandi speranze il ritorno al successo. Perché la Dea se lo merita.

 

Frosinone-Atalanta

 

La doppia fascia con Empoli e Samp: un onore. Ma prima di esprimersi su quanto succede in campo, impossibile non tornare sulla grande emozione di essere stato capitano dell’Atalanta. «È stato un grande onore. Sono state solo due partite, eravamo in una situazione un po’ particolare: il mister sceglie per anzianità di campo all’Atalanta oltre che per l’età, visto che mancavano praticamente ututti è toccato a me (ride, ndr). Il capitano è Bellini, oltre a lui c’era Denis e ci sono compagni come Raimondi, Cigarini, Migliaccio e lo stesso Moralez che hanno indossato la fascia. Andando un po’ per esclusione, è toccato a me e ne sono stato molto felice. Ma è stata una situazione strana. Dalla mia posizione non è semplice parlare con il direttore di gara, se pensate poi che normalmente sono uno che lo fa pochissimo a prescindere…».

Dalla sfida alla Fiorentina, con Cigarini di nuovo titolare, il compito passerà ad altri. Lui, il portierone nerazzurro, penserà solo a difendere una porta che in pochi immaginavano così poco battuta. «Sono sempre convinto che non è giusto parlare di difesa ragionando solo sui 3 o sui 4 che si muovono nel pacchetto arretrato, ma ragionando sull’atteggiamento generale della squadra in copertura. Si inizia a difendere con centrocampisti e attaccanti. In questo primo scorcio del 2016 magari ci sono venute a mancare alcune certezze, e allora abbiamo serrato i ranghi pensando più a non prendere gol che ha segnarne. Non bisogna comunque dimenticare che ci sono state gare – come contro l’Inter e l’Empoli – in cui non siamo riusciti a fare gol più per sfortuna che per errori nostri. Quindi avanti con fiducia lì dietro e cerchiamo di migliorare in fase realizzativa».

 

Chievo-Atalanta

 

Pochi tiri, la nuova vita di Sportiello. I numeri sono lì da vedere, a parte pochissime eccezioni non ci sono appunti da muovere al numero 57 nerazzurro. «In occasione del gol di Pazzini a Verona non ho avuto tempo di respingere anche perché la palla è stata calciata un po’ sporca, io avevo battezzato un angolo e se l’avesse messa più esterna ci sarei arrivato. Per il resto non ho recriminazioni particolari, sono sempre molto attento ai miei errori ma devo dire che quest’ultimo periodo è stato duro più che altro per lo scarso impegno. Mi spiego meglio: quando vieni chiamato pochissimo in causa, se arriva solo un tiro e prendi pure gol diventa tutto più difficile. È un po’ come per l’attaccante che non ha occasioni, se non sei impegnato è più complicato tenere la concentrazione tutta la gara».

Una nuova prospettiva per l’estremo difensore orobico, molto simile a quella dei portieri delle grandi squadre. Per uno che nello scorso campionato dovette respingere ben 143 volte i palloni avversari e oggi è fermo a quota 82. «Certamente è vero, l’anno scorso paravo molto più spesso e adesso invece mi capita anche di non dover mai intervenire. Nelle grandi squadre però ci sono i risultati a tenere alto il morale e viva la concentrazione, quando vinci è tutto molto più semplice. Se capita di pareggiare o perdere magari senza intervenire capita di sentirsi un po’ giù di morale. Ma non pensiamoci, adesso conta solo continuare a tenere bene il campo e tornare a vincere. Ce lo meritiamo».

 

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Una vittoria per la testa più che per la classifica. Con 5 pareggi in 10 partite e il successo che manca dallo scorso 6 dicembre l’Atalanta ha bisogno di vincere più per liberarsi la mente da un pizzico di paura che per reali preoccupazioni di classifica. «Come dicevo prima, veniamo da un mese un po’ particolare. A fronte di alcune sconfitte consecutive abbiamo cercato di ricompattarci strappando punti sofferti ma preziosi per muovere la classifica. Se ad esempio con Inter ed Empoli fossimo riusciti a vincere – e ne abbiamo avuta l’occasione – anche dal punto di vista del morale sarebbe tutto molto diverso. A parte la gara di Verona, l’Atalanta non ha praticamente mai sbagliato: a Frosinone abbiamo fatto un buon punto rischiando pure il successo, con la Samp s’è visto un altro pareggio prezioso. In trasferta non è mica tutto facile, anche contro squadre magari che lottano molto più in basso».

Arriva la Fiorentina: chi toglierebbe ai viola? «Ilicic, senza dubbio. Lo toglierei subito, contro di noi ha sempre fatto grandi partite anche in passato. Ha soluzioni da calcio piazzato, gioca per i compagni e sforna anche tanti assist. In generale le grandi squadre hanno comunque il collettivo dalla loro parte, prendiamo il Napoli: è vero, Higuain segna tanto ma ci sono anche uomini come Insigne e Callejon che sono sempre molto pericolosi. Possono arrivare colpi e giocate in ogni momento e da parecchi giocatori».

Grassi e Conti, la nuova vita di due amici. L’ultima battuta di Sportiello è per i due amici e compagni Grassi e Conti. Uno ha spiccato il volo verso il Napoli, l’altro dopo un girone di andata da comparsa sta conoscendo il grande palcoscenico della Serie A. «Sono contento per Grassi – chiude Sportiello – , è un ragazzo molto umile e molto tranquillo. Non credo che avrà problemi, anche se la piazza di Napoli è quella di una grande squadra. Fosse rimasto qui, avrebbe dato il massimo. Adesso è là e se la giocherà, l’ho sentito dopo l’infortunio ed era comprensibilmente un po’ arrabbiato. Ma ha un carattere equilibrato, in campo non inventa nulla e gioca semplice, quindi può fare benissimo. Conti ha giocato l’anno scorso un campionato di Serie B, è un nazionale Under 21 e credo che possa tranquillamente giocarsela anche nel massimo campionato. Dopo un girone di andata senza grandi occasioni di farsi vedere, ora quando gioca ci mette l’anima».

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