Scandagliando il mercato, dalle voci che circolano alle fonti che ogni giornalista ha e custodisce, per l’Atalanta spunta un nome nuovo davvero con troppa rapidità.
Solo ieri (30 giugno), dal Brasile sono arrivate “voci certe” di offerte per altri due centrocampisti (Mauricio del Palmeiras e Bidon del Corinthians), mentre si parla molto anche di Aasgaard della Norvegia dopo settimane in cui una sfilza di nomi era già stata fatta.
Contatti, interessamenti e tutto ciò che fa parte del lavoro di uno scout non si possono certo negare o smentire, ma non è pensabile che in un momento in cui da Zingonia filtra solo grande serenità, al di fuori sia invece una continua corsa al nome nuovo da definire colpo o esclusiva.
L’Atalanta deve comprare un paio di centrocampisti, si parla poi di un difensore (Gila) e anche davanti dovrebbe succedere qualcosa (Alajbegovic), ma i tempi sono lunghi e non camminano mai di pari passo con le aspettative dei tifosi.
L’obiettivo è fare mercato per migliorare la squadra, nei ruoli dove ci sono mancanze e in quelli in cui si registrano (o si registreranno) delle partenze. I soldi ci sono, la forza del progetto pure e si sta anche vedendo la volontà di fare acquisti di prospettiva: Diego Perillo e Francesco Olivieri, due dei gioielli dell’Empoli classe 2009 e 2010, sono ormai in chiusura per 4 milioni più bonus.
L’Atalanta lavora per il presente e per il futuro, non resta che attendere con fiducia. Senza perdersi nella giungla di voci e spifferi.