Ti vogliamo così (Aspettando il Tanque)

Ti vogliamo così  (Aspettando il Tanque)
22 Settembre 2014 ore 15:13

La partita persa contro la Fiorentina, prima sconfitta assoluta della stagione, ha detto molte cose. Tante, tantissime positive e da spellarsi le mani. Con il cuore gonfio d’orgoglio per una squadra che ha fatto emozionare tutta la sua gente e che è uscita dal campo tra gli applausi. Alcune, invece, fanno riflettere e se da una parte non c’è molto tempo per pensare (mercoledì sera si va a Milano contro l’Inter) dall’altra è giusto sottolinearle per provare a capire quale sia l’approccio migliore.

German Gustavo Denis non è ancora al top della condizione. Lì davanti l’Atalanta da due partite propone il centravanti argentino supportato da Richmond Boakye e, probabilmente, la differenza di dinamismo accentua ancora di più la situazione del numero 19 di Colantuono. Le gambe sono imballate, il gol manca da maggio (ultima gara interna contro il Milan, rigore al 68’), i riflessi non sempre sono pronti e nelle prime tre giornate per ben due volte è arrivata la sostituzione con uno scalpitante Bianchi.

Il bomber atalantino ha solo bisogno di tempo, il fisico necessita di allenamenti e partite per tornare a girare come nei giorni migliori e la travagliata estate vissuta da Denis non ha certamente aiutato. L’arrivo ritardato nel ritiro a Rovetta per i gravi problemi di salute del piccolo Benjamin hanno tolto sedute importanti con i compagni e probabilmente anche un po’ di energie nervose. Questa non è una scusa, ma la semplice constatazione che l’uomo, prima del calciatore, vive di emozioni che in un senso o nell’altro ti possono condizionare.

Il lavoro sul campo vede German spingere sempre al massimo, Colantuono gli sta dando fiducia anche e soprattutto per quella regola non scritta che solo giocando e mettendo minuti nelle gambe puoi affinare la tua condizione e raggiungere il top della forma. A Cagliari e contro la Fiorentina, la prestazione di Denis dal punto di vista della pericolosità è stata poco proficua, ma non bisogna dimenticare il lavoro fatto a supporto della manovra e in appoggio ai compagni.

Finora, tra campionato e Tim Cup, Denis ha giocato 293 minuti: un’ora contro il Pisa e contro il Verona, 97 minuti a Cagliari e 76 minuti contro la Fiorentina. Nessuno è sceso in campo più di lui tra gli attaccanti. Di gol non ne sono arrivati, ma nessuno può ignorare il fatto che, finora, il numero 19 di Colantuono ha messo in rete 44 palloni in 3 stagioni. Andando sempre in doppia cifra. Nel campionato italiano di serie A, solo il centravanti dell’Udinese Di Natale e l’interista Palacio negli ultimi 3 campionati possono vantare la stessa continuità.

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A San Siro contro l’Inter non è da escludere un po’ di riposo dal primo minuto a favore di Bianchi, sabato arriva la Juventus e, con lo stadio che sarà una bolgia, per Denis ci sarebbe anche la spinta del pubblico a dare una mano. Va detto, però, che l’Inter e San Siro in notturna evocano ricordi stupendi per il centravanti sudamericano. E un gol mercoledì, il primo ufficiale, avrebbe un significato grandioso e varrebbe molto più di cento allenamenti fatti al massimo.

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