I tre moschettieri del Gasp L’Europa passa dai loro piedi

I tre moschettieri del Gasp L’Europa passa dai loro piedi
21 Febbraio 2018 ore 09:49

Josip Ilicic, Bryan Cristante e Papu Gomez, ovvero i tre moschettieri nerazzurri. Sotto la (pronosticata) neve di Reggio Emilia, il compito più difficile sarà affidato a loro e per battere il Borussia Dortmund al Mapei Stadium è molto probabile che tutto passi dai piedi di questi tre ragazzi. Uno ha esperienza internazionale, l’altro è il miglior centrocampista italiano classe 1995 in circolazione e l’ultimo è colui che con 16 gol ha trascinato la Dea in questa competizione che regala ogni volta grandissime emozioni. La forza di Gasperini è la squadra, tutti parteciperanno alla manovra e per vincere la partita sarà fondamentale avere il supporto di chi scenderà in campo dall’inizio o entrerà dopo, ma è chiaro che in una gara da vincere saranno gli attaccanti i protagonisti più attesi.

 

 

Josip Ilicic, il bomber di coppa. L’attaccante sloveno ex Fiorentina è arrivato a Bergamo la scorsa estate proprio sul filo di lana. Stava firmando con la Sampdoria ma una telefonata in extremis lo ha convinto a cambiare idea e Bergamo ha potuto iniziare ad apprezzare questo ragazzo di 30 anni che magari non sarà l’emblema della continuità ma che all’ombra di Città Alta ha pian piano aumentato il livello delle sue prestazioni fino a presentarsi a questo punto della stagione come uno dei leader indiscussi dello spogliatoio. In Europa, sono 40 le presenze ufficiali complessive per lui, con ben 15 gol all’attivo. In Europa League, Ilicic ha giocato 5 partite segnando 4 gol, i due insaccati a Dortmund regalano grandi speranze di qualificazione alla Dea e in generale le sue prestazioni hanno sempre un grande valore per il gruppo. “Palla ad Ilicic, palla in banca” è una delle espressioni più usate dai tifosi, con due assist (spettacolare quello di petto a Freuler nella gara contro l’Apollon) e 12 cross nei 341′ minuti finora giocati oltre a 9 palle recuperate, il giocatore numero 72 ha spesso dimostrato di essere elemento decisivo per la manovra con una tecnica molto importante: dei 154 passaggi tentati, 127 sono andati a buon fine con una precisione dell’83 per cento che risulta tra le migliori del gruppo.

 

 

Bryan Cristante, la chiave tattica d’Europa. Da uno che attaccante lo è nei fatti e nei numeri, ad uno che prima di questa stagione in Europa aveva giocato solo 7 volte, senza mai trovare la via della rete. Bryan Cristante è ormai diventato un “tuttocampista”, ma prima di arrivare alla corte di Gasperini il ragazzo di San Vito al Tagliamento arrancava a Pescara e le iperboli vissute con Milan e Benfica da giovanissimo sembravano i classici fuochi di paglia che spesso si vedono tra i giovani di talento che non riescono a sfondare. Grazie al lavoro fatto a Bergamo, Cristante in questa stagione è letteralmente esploso e il suo ruolo in coppa è determinante: su 7 partite ha collezionato 7 presenze, i gol segnati sono 3 (tutti all’Everton) partendo da una posizione a metà tra il terzo centrocampista di uno schieramento a 5 e l’incursore d’attacco alle spalle delle punte. A Dortmund, così come molto probabilmente accadrà anche a Reggio Emilia nella gara di ritorno, i suoi compiti sono stati ancora più offensivi visto che contro la difesa “fisica” dei tedeschi Gasperini ha scelto la via delle incursioni dalle fasce con inserimenti centrali. Il numero 4 della Dea è maestro in questo movimento e la posizione di Ilicic e Gomez non può che avvantaggiarlo.

 

 

Papu Gomez, appuntamento con la storia. Il terzo moschettiere che Gasperini presenterà al cospetto dell’armata giallonera è il neo trentenne che porta la fascia da capitano al braccio. Gomez in questa stagione ha vissuto fasi alterne, un paio di infortuni ne hanno condizionato il rendimento, ma nelle ultime gare sembra in crescita e sia contro il Borussia all’andata che in casa contro la Fiorentina i segnali arrivati sono confortanti. Le sue sterzate, le accelerazioni, i cross dalle fasce e i movimenti ad accentrarsi per cercare il tiro a giro (Everton docet) sono quello che serve alla formazione orobica per alzare il livello di imprevedibilità della manovra. L’Europa League da protagonista è un sogno che solo in questa stagione il piccolo attaccante dell’Argentina ha realizzato, i Mondiali di Russia 2018 sullo sfondo sono un ottimo motivo per spingere al massimo quando ci sono appuntamenti così importanti e tutto il popolo orobico spera di rivedere sul campo le giocate e il piglio del leader tecnico che ne hanno caratterizzato la passata stagione. L’attesa per le sue giocate è tanta, i due gol segnati contro Everton e Lione nelle prime due giornate del girone sono un po’ lontane ed è ora di rinfrescare l’archivio con una bella rete che varrebbe la storia: sotto la neve, caro Papu, sarebbe tutto ancora più bello.

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