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Chi sono i 150 che riescono a vedere le trasferte della Dea

Chi sono i 150 che riescono a vedere le trasferte della Dea
Atalanta 16 Gennaio 2015 ore 09:41

«Su Sky hanno parlato del boato dei tifosi atalantino al gol del 2-0 di Maxi contro il Genoa: ma come è possibile visto che le trasferte sono chiuse da Empoli e per 3 mesi?» È partito tutto da questa, legittima, richiesta di un tifoso attraverso Facebook. Il giorno della Befana, durante la visione della partita Genoa-Atalanta su Sky si è sentito un commento del telecronista che sottolineava il sostegno del pubblico ospite.

Peccato che, il settore dedicato fosse chiuso per provvedimento ministeriale e che nessun bergamasco poteva acquistare biglietti con la Dea Card. Come è stato dunque possibile udire esultanze nerazzurre a Marassi? C’è qualcuno che entra nonostante i divieti? Ad Empoli, a Roma con la Lazio e a Genova c’erano tifosi atalantini? Ce ne saranno anche a Milano, a Firenze in Tim Cup, a Verona, a Firenze in campionato e a Torino con la Juventus?

 

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Corrado e Andrea, tifosissimi della Dea presenti a Genova

 

Nessun trucco, tutto regolare. In realtà non c’è nessun trucco, nessun inganno. Per ogni partita esterna, la società ha a disposizione una quantità di inviti gratuiti che varia dai 120 alle 140 unità. I biglietti sono a disposizione per la proprietà, per i dirigenti, per i giocatori e per l’eventuale richiesta da parte degli sponsor interessati alla partita.

È dunque ragionevole pensare che a Empoli, gara giocata il 30 novembre scorso con il divieto scattato praticamente due giorni prima (la comunicazione è del 28 novembre da parte del ministero), non ci fossero chissà quanti appassionati orobici sugli spalti del Castellani. Per la verità, visto lo spettacolo, nessuno si dev’essere strappato i capelli e anche due settimane più tardi a Roma contro la Lazio la presenza era decisamente ridotta.

I tagliandi sono solitamente molto interessanti, i giocatori li riservano per i parenti più stretti e gli amici e allo stesso tempo dirigenti e proprietà coinvolgono familiari ed amici per la partita dell’Atalanta. A Marassi, nel giorno della Befana, c’erano effettivamente almeno una cinquantina di appassionati nella porzione di tribuna centrale posizionata dietro la panchina della Dea e al gol di Maxi la particolare struttura dello stadio (tutto coperto, rimbombo garantito) ha dato la percezione di un mini-boato partito dagli spalti.

 

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Le prossime occasioni. Domenica a San Siro ci saranno sicuramente atalantini dentro lo stadio. Oltre ai 140 biglietti omaggio, la vicinanza della trasferta non lascia troppo spazio a rimanenze e ogni giocatore distribuisce facilmente i ticket agli amici, non bisogna dimenticare che i tanti sponsor della società rossonera hanno interessi anche in aziende bergamasche ed è facile pensare ad altri nerazzurri presenti per seguire Milan-Atalanta dal vivo.

Alcuni ragazzi disabili riescono a seguire la Dea nella vicina Milano. Tamara e la sua mamma saranno presenti al pari di Massi accompagnato dal Lissa (uno degli organizzatori de Chei de la Coriera) e quindi nel complesso c’è da scommettere che domenica a San Siro almeno 200 atalantini proveranno a sostenere la Dea nella maestosità dello stadio meneghino.

Certo, fare simili conteggi pensando ad un passato in cui gli stessi gradoni hanno accolto invasioni di circa 8-10.000 bergamaschi fa un po’ sorridere ma in tempi di chiusura totale anche un minimo di supporto direttamente dagli spalti è qualcosa di più rispetto al nulla assoluto. Se non ci saranno cambiamenti nelle prossime settimane, le trasferte torneranno disponibili per i sottoscrittori della Dea Card a partire da Parma- Atalanta dell’8 marzo, giorno della Festa della Donna. Ben 8 trasferte dopo l’ultima volta, era l’8 novembre 2014 e si giocava a Reggio Emilia contro il Sassuolo: 0-0, palo di Raimondi e pochissime emozioni.