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La ricorrenza

Un anno fa come oggi. I fari spenti dopo la notte di Valencia e sognando Madrid

Sono passati esattamente dodici mesi da quando il calcio si è per la prima volta fermato a causa del coronavirus. L'ultima italiana a giocare prima dello stop fu l'Atalanta

Un anno fa come oggi. I fari spenti dopo la notte di Valencia e sognando Madrid
Atalanta 11 Marzo 2021 ore 09:00

di Fabio Gennari

Ieri sera (10 marzo) era un anno esatto dalla notte in cui Josip Ilicic insaccò un clamoroso poker sul campo del Mestalla. L’Atalanta vinse poi 4-3 la gara di ritorno, ma un anno fa il numero 72 sloveno è diventato il più “anziano” a segnare ben quattro reti in Champions League. Bergamo, invece, quella notte si addormentò con una maglia bianca che esortava a non mollare nonostante un clamoroso incubo chiamato Covid-19 che, anche oggi, ci tormenta.

In quei momenti non capivamo ancora bene cosa stesse accadendo. Si parlava di qualche settimana perché tutto tornasse al suo posto, si cercavano mascherine ovunque e le ambulanze squarciavano il silenzio irreale delle strade. L’Atalanta si fermò a Zingonia dopo un rientro notturno a Bergamo, che lo stesso Gasperini definì poi come surreale. Per settimane il calcio rimase fermo in attesa di protocolli e nuove regole e dal Centro Bortolotti arrivavano ogni tanto poche cartoline di apparente normalità.

L’Atalanta fu l’ultima squadra italiana a scendere in campo. Bergamo, la terra più colpita del nostro Paese, e noi, appassionati e addetti ai lavori, abbiamo imparato a convivere con un calcio che non più stato lo stesso e continua a essere clamorosamente depotenziato rispetto allo spettacolo che eravamo abituati a goderci. Di certo, da quel 10 marzo 2020 anche il gruppo atalantino che pure è passato da contagi e immagini da brividi si è ancor più cementato a Bergamo e con Bergamo.

Sono tanti i calciatori che hanno parlato dei mesi di lockdown vissuto stando qui, sottolineando come hanno sentito addosso la sofferenza della città. Loro, protagonisti di una gioia ovattata dal silenzio assordante di uno stadio che, normalmente, ribolle di passione, si sono ritrovati a gioire da soli per un traguardo che in quel momento era buono solo per un piccolo sorriso. Ricordare oggi, a un anno di distanza e con la speranza che tutto passi presto, fa emozionare. Perché tra pochi giorni andiamo a casa del Real Madrid per giocarci gli ottavi di Champions. E lo faremo ancora a porte chiuse.

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