Un’impresa celebrata da tutti Ma ci attende già il Bologna

Un’impresa celebrata da tutti Ma ci attende già il Bologna
13 Dicembre 2019 ore 09:16

Un’impresa celebrata da tutti, in Italia e in Europa. Una vittoria zeppa di significati per chi l’ha resa possibile, per chi c’era in Ucraina e anche per quanti l’hanno seguita da lontano. Un passaggio agli ottavi di Champions League che vale milioni di euro. Tutto questo è un immenso tesoro da custodire, ma nel quale non c’è tempo per cullarsi, perché è già in vista la sfida con il Bologna e al Dallara bisogna vincere. E poi, prima delle vacanze di Natale, ci sarà il Milan.

 

 

Da Brescia a Napoli passando per Francia e Spagna: “immensi”. Per tutta la giornata di giovedì, mentre il sonno cercava di prendere il sopravvento sui reduci da Kharkiv, i cellulari dei bergamaschi sono letteralmente esplosi di messaggi di complimenti e d’amore per l’Atalanta e la sua impresa. Leggere che da Brescia, Bologna, Parma, Torino, Roma, Firenze, Palermo e Napoli (dimentichiamo un sacco di altri posti) la grandissima vittoria della Dea è stata celebrata e vissuta come una gioia collettiva, è stata un’ulteriore soddisfazione. L’Atalanta è più forte delle rivalità e mette tutti d’accordo. Sui giornali italiani la notizia ha ovviamente rubato l’attenzione degli editorialisti. Ma in tutta Europa le grandi firme si sono accorte (più o meno improvvisamente) di come il calcio non abbia solo bisogno di soldi e di super-campioni per scrivere pagine di storia. E’ impressionante vedere che perfino L’Èquipe in Francia e El Paìs in Spagna hanno celebrato la vittoria dell’Atalanta con articoli zeppi di complimenti. D’altro canto, se per la prima volta una squadra che aveva perso tre partite di fila all’inizio della competizione riesce a qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta, la sorpresa è di quelle che fanno strabuzzare gli occhi e riempiono il cuore.

 

 

Onore ai presenti, in campo e fuori. È stata anzitutto la vittoria di chi c’era: i giocatori in campo hanno fatto qualcosa di superiore alle loro forze: basta scorrere la tabella dei marcatori per capire che non ci sono i nomi di campioni, ma di ragazzi che anno dopo anno stanno raggiungendo livelli inimmaginabili. Castagne, Pasalic e Gosens sono il manifesto di una squadra umile, capace di alzare sempre un po’ di più l’asticella e poi di superarla. Nessuno poteva pensare a tanto, ma il bello è che, con Gasperini al timone e questo spirito di gruppo, la regola è diventata non porsi limiti. E’ stata anche la vittoria dei 500 tifosi presenti a Kharkiv, talmente innamorati da non riuscire a trattenere in lacrime alla fine della partita. Persone che, ancora prima di sapere come sarebbe andata a finire, hanno affrontato sacrifici, non solo economici, per accompagnare la squadra in un viaggio a duemila chilometri da casa. Un viaggio che a questo punto non sarà l’ultimo di questa stagione in giro per l’Europa. Questo si chiama passione autentica, amore per i colori nerazzurri.

 

 

Vietato mollare: Bologna e Milan per stare in alto. Ora che l’avventura del 2019 in Champions è terminata (se ne riparla a fine febbraio 2020 con gli Ottavi di Finale) e in attesa del sorteggio di Nyon (lunedì alle 12 sapremo contro chi giocheremo) è tempo di chiudere in bellezza il campionato. Domenica alle 15 si va a Bologna, ultima trasferta dell’anno e gara che per contenuti tecnici non è nemmeno paragonabile alle ultime partite giocate. Lo spartiacque sarà la tensione: se la Dea viaggerà sulle ali dell’entusiasmo potrebbe essere una goleada, nel caso invece di un rilassamento generale il rischio di perdere è concreto. Conoscendo Gasperini, difficile che i ragazzi subiscano questo contraccolpo: contro i felsinei e il Milan sarà decisivo fare bottino pieno. Con sei punti l’Atalanta andrebbe alla sosta di Natale carica di fiducia e con una classifica da urlo. Avanti piano, una gara alla volta. Siamo l’Atalanta. Mai dimenticarlo.

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