Vendita stadio, guerra aperta tra l’Atalanta e l’Albinoleffe

Vendita stadio, guerra aperta tra l’Atalanta e l’Albinoleffe
07 Maggio 2017 ore 10:52

Il vincitore dell’asta per l’alienazione dello stadio di Bergamo sarà svelato mercoledì alle 9.15 in seduta pubblica al Comune di Bergamo. La partita sembrava chiusa a favore dell’unico interessato (l’Atalanta) ma subito dopo la chiusura dei termini di presentazione è emerso che le offerte depositate in realtà sono due: oltre ai nerazzurri, anche l’Albinoleffe ha deciso di partecipare. Reale interesse o semplice manovra di disturbo? Difficile sapere in anteprima i dettagli (ci sono norme molto severe che lo vietano), ma tra poche ore tutto sarà chiarito.

Albinoleffe e Atalanta presenti in comune lunedì mattina. Non ci sono conferme ufficiali sui tempi e soprattutto sulle cifre, ma lunedì mattina abbiamo monitorato di persona la zona davanti al civico 3 di Piazza Matteotti e abbiamo visto passare sia il responsabile amministrativo dell’Albinoleffe Valerio Sacchi che il direttore operativo dell’Atalanta Roberto Spagnolo. Vista la scadenza del bando e considerato che gli uffici di protocollo sono proprio in quell’edificio, è facile immaginare che le due offerte siano state depositate effettivamente lunedì mattina. Il responsabile amministrativo dell’Albinoleffe, intorno alle 11.20, lasciava gli uffici del Comune, mentre il direttore operativo dell’Atalanta è uscito intorno alle 11.45. Questi riferimenti orari tracciano un disegno abbastanza chiaro: l’Atalanta ha presentato per ultima la sua offerta e, soprattutto alla luce delle voci circolate domenica del ricorso che l’Albinoleffe avrebbe presentato al TAR, è probabile che i nerazzurri si aspettassero una mossa dei seriani al momento delle offerte e dunque si siano regolati di conseguenza. Magari alzando un po’ la propria proposta.

Andreoletti vuole davvero lo stadio? La partecipazione del presidente dell’Albinoleffe Andreoletti all’asta ha stupito un po’ tutti ma ragionando a mente fredda ci sono i numeri a riportare tutti alla realtà. L’Albinoleffe, per strappare lo stadio all’Atalanta, deve offrire una cifra importante. Se la base d’asta è di 7 milioni e 826 mila euro e l’Atalanta (saputo del probabile ricorso) si è tutelata con una offerta più alta, i seriani hanno bisogno di almeno 9-10 milioni per vincere. A questa cifra vanno aggiunti i 2,2 milioni di euro che dovranno essere versati alla società orobica per i lavori del 2015 mentre fino a quando un tribunale non dirà il contrario (ammesso che lo faccia) l’Albinoleffe dovrebbe prevedere per il progetto e le spese di ristrutturazione circa 20-25 milioni di euro: uno stadio costa almeno 1.500 euro a posto. A questi soldi vanno aggiunti gli oneri comunali (quantificabili in almeno 4-4,5 milioni) per una cifra complessiva di 35-40 milioni.

Operazione contro ogni logica, economica e non solo. Considerando che a Bergamo c’è solo una squadra di calcio e che l’Albinoleffe ha una media spettatori bassissima, l’unico modo che avrebbe Andreoletti (la cui partecipazione al bando pubblico, va sottolineato, è pienamente legittima) per rientrare dall’investimento è quello di fare un contratto di affitto con l’Atalanta con validità a partire dal termine della stagione 2018-2019. Va ricordato infatti che sia i nerazzurri che i seriani hanno diritto, come da vincoli del bando, a giocare allo stadio Comunale fino a naturale scadenza del contratto. L’Atalanta avrebbe dunque necessità di trovare una soluzione, mentre l’Albinoleffe si troverebbe comunque proprietario del bene senza nessuno che potrebbe farlo fruttare e con una città intera completamente imbufalita. I tifosi atalantini, fin dalle prime ore del pomeriggio di ieri quando abbiamo dato notizia della doppia offerta, hanno sfogato la loro rabbia sui social verso l’Albinoleffe e quella che una volta era la squadra simpatia oggi è diventata sempre più uno scomodo inquilino.

I ricorsi di Atalanta e Albinoleffe. Sull’esito finale del bando, oltre all’offerta economica che verrà svelata tra poche ore, pendono anche ben due ricorsi, uno dell’Albinoleffe (di cui si sapeva) e l’altro dell’Atalanta (novità dell’ultima ora). I contenuti nel dettaglio non si conoscono e verranno chiariti in seguito ma da quel che si è potuto sapere le posizioni sono opposte: i seriani contestano che il bando sia inadeguato e fatto per favorire i nerazzurri, l’Atalanta risponde con la teoria opposta, sottolineando come il testo del bando sia estremamente lacunoso e a favore dell’Albinoleffe. Nessuno dei due ricorsi ha carattere sospensivo e quindi l’iter del bando del Comune continuerà comunque con i tempi previsti. La partita, dal punto di vista legale, è delicata e si giocherà (se non ci saranno marce indietro) davanti al Tar: la decennale questione dello stadio di Bergamo, ancora una volta, riserva colpi di scena.

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