Foto di Atalanta.it
Nella prima mezz’ora, quando l’Atalanta ha fatto molto bene, sono stati tra i protagonisti più importanti. Poi hanno guidato la squadra nei momenti più difficili e non hanno mai abbassato la guardia. La loro impronta sul match è stata preziosa, con l’esterno di Sora che, nel primo tempo, ha anche scheggiato la traversa.
Mario Pasalic e Davide Zappacosta, nella vittoria per 2-1 contro il Sassuolo, hanno fatto il loro esordio dal primo minuto con la nuova Dea di Sarri e la conferma è stata importante: si tratta di due titolari di questo gruppo.
Non che ci fossero dubbi sulla capacità di rendere al meglio di entrambi, ma quando cambi completamente il volto tecnico e tattico della squadra, le certezze di prima non è detto che rimangano tali anche dopo. Per questo motivo vedere il numero 8 e il numero 77 su questi livelli è stato importante. Certo, qualche sbavatura si è vista, ed è normale che sia così, ma non si può far finta che siano due elementi “normali” del gruppo. Non lo sono.
Con tante partite ravvicinate, con il livello degli avversari che cambia sia in senso assoluto che negli specifici interpreti, avere due elementi che rispondono presente appena li chiami in causa è prezioso.
Zappacosta è più ordinato sul piano tattico di Bellanova, Pasalic insieme a Ederson offre una protezione maggiore di Samardzic per Gaetano, con Elmas a completare il pacchetto di mezzali. Insomma, la costruzione passa dalla crescita e dalle conferme e Sarri ne ha avute due importanti contro il Sassuolo.