Zero punti e zero tiri

Zero punti e zero tiri
25 Ottobre 2014 ore 07:00

Quinta sconfitta in otto giornate di campionato per l’Atalanta di Stefano Colantuono. I nerazzurri ad Udine vanno sotto 2-0 a causa delle belle reti segnate da Di Natale e Thereau ma confermano di avere problemi enormi in zona offensiva: 4-3-3 o 4-3-1-2 che sia, la squadra di Colantuono non ha peso offensivo, non crea occasioni, non segna e una volta sotto controlla il possesso palla, ma non trova mai lo spunto decisivo.

I bianconeri vincono ottenendo 3 punti meritati e capitalizzando al massimo la rete di Di Natale segnata in apertura. Il gol di Thereau (bello e fortunato) permette all’undici di Stramaccioni di giocare di rimessa per tutto il secondo tempo e le occasioni create, anche se non sono arrivati tiri nello specchio della porta, potevano regalare un punteggio ancora più largo ai friulani.

Colantuono conferma le indiscrezioni della vigilia e lancia Rolando Bianchi al posto di Denis al centro del tridente. Baselli, appena diventato papà, torna titolare dal primo minuto e gli altri interpreti sono gli stessi visti all’opera contro il Parma. Stramaccioni si affida a Di Natale, Thereau e Kone giocano alle spalle dell’eterno bomber campano e in mezzo al campo ci sono Allan, Bruno Fernandes e Guillherme a far legna.

Pronti via e l’Atalanta è già sotto. Al 6’ un pallone innocuo liberato da Biava sui piedi di Carmona viene controllato male dal cileno che si addormenta un po’: Di Natale è in agguato, il destro a giro si infila all’incrocio dei pali con Sportiello che non abbozza nemmeno l’intervento. Il gol a freddo favorisce l’Udinese, la squadra di Stramaccioni gioca in contropiede lasciando all’Atalanta il compito di costruire gioco.

I nerazzurri sono lenti e prevedibili, le prime fiammate arrivano al 13’ con Bianchi che di tacco su cross di Maxi prova ad impensierire Karnezis e poi al 20’ con Benalouane che da fuori sparacchia sul fondo. Di Natale completa il suo show nella prima frazione di gioco con una “rabona” strepitosa al 20’ (sinistro di Thereau sul fondo) e con un tocco in pallonetto (39’) che meritava miglior fortuna.

Attorno alla metà del tempo Carmona (23’) sfiora il gol del pareggio, ma l’Atalanta combina troppo poco e subisce un altro eurogol di Thereau: al 37’ l’attaccante francese resiste alla carica di Biava e Benalouane insaccando il pallone in caduta sul palo più lontano.  Di Natale (45’) sfiora il 3-0 su punizione, l’Atalanta rientra negli spogliatoi sotto di due reti e senza aver creato quasi nessun pericolo dalle parti di Karnezis.

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Negli spogliatoi Colantuono striglia i suoi e cambia tutto, davanti entrano Denis e Boakye per Bianchi e D’Alessandro ma, nonostante un possesso palla decisamente a favore dei nerazzurri (60% a 40%), non arrivano pericoli reali dalle parti di Karnezis a parte un destro dal cuore dell’area di Baselli (53’). La Dea infarcisce la ripresa di lanci lunghi, cross dalle fasce e poco altro, i bianconeri in contropiede sfiorano il 3-0 (due volte con Bruno Fernandes e una volta con Allan).

Nel finale Denis ci prova di testa (93’, parata a terra di Karnezis) ma al fischio finale di Tommasi la sensazione che rimane è che la vittoria contro il Parma sia stato il classico brodino in un periodo molto complicato: l’Atalanta non gioca male, tiene palla ma non tira in porta e quando subisce gol perde. Un andazzo simile va necessariamente cambiato, mercoledì arriva il Napoli a Bergamo e occorre ribadire quanto sia importante fermare l’emorragia di punti: cinque sconfitte nelle ultime sei partite sono decisamente troppe.

Udinese – Atalanta 2-0

Reti: 6’ Di Natale(U), 37’ Thereau(U)

Udinese (4-3-1-2): Karnezis, Widmer, Danilo, Hertaux, Piris; Allan, Guillherme, Bruno Fernandes; Kone (59’ Pinzi), Thereau (75’ Muriel); Di Natale (86’ Gejico). All. Stramaccioni

Atalanta (4-3-3): Sportiello; Zappacosta, Biava, Benalouane, Dramè; Baselli, Cigarini, Carmona (74’ Migliaccio); D’Alessandro (46’Boakye) , Bianchi (46’ Denis), Maxi. All. Colantuono

Ammoniti: Kone(U), Guillherme(U), Cigarini(A)

 

LE PAGELLE: Tante insufficienze, solo il pubblico atalantino merita 10

«Tutti quanti male, non si è salvato nessuno». Con queste parole Stefano Colantuono ha aperto la sua conferenza stampa ed è sinceramente difficile dargli torto. Sportiello, Zappacosta, Baselli e Bianchi sono gli unici che strappano (a fatica) la sufficienza: molto male D’Alessandro e Carmona, pessima prestazione di squadra contro un’Udinese guidata da un eterno Di Natale. L’unico applauso a tinte nerazzurre? Lo meritano quei 162 tifosi che si sono sciroppati 700km per andare a Udine e vedere uno spettacolo così negativo.

Sportiello 6: Subisce due gol nel primo tempo senza nemmeno compiere una parata degna di questo nome. Nel complesso deve intervenire solo per parate di ordinaria amministrazione, l’Udinese crea alcune situazioni importanti ma lui non deve mai intervenire.

Zappacosta 6: Parte forte, al 20’ scappa in profondità due o tre volte con grande efficacia e al 23’ il suo cross al centro è solo un pizzico troppo alto per Bianchi e Baselli. Nel complesso gioca la sua solita gara generosa, manca di qualità al cross ma non demerita.

Biava 5,5: Non sembra perfetto in chiusura su Thereau, l’Udinese davanti crea occasioni soprattutto con gli inserimenti e lui pare spesso in difficoltà. Passo indietro rispetto al recente passato.

Benalouane 5,5: In occasione del 2-0 non chiude bene su Thereau che segna un gran gol, ma è solo in mezzo a quattro atalantini. Grande dinamism,o ma un po’ di imprecisione rispetto alle ultime uscite.

Dramè 5,5: Buona propulsione ma pochissima precisione, passo indietro rispetto alle ultime uscite sia dal punto di vista della quantità che della qualità. Forse serve un po’ di riposo?

Baselli 6: Un po’ timido in avvio, al 32’ si libera con un grande colpo di tacco di due avversari e avvia l’azione che Carmona conclude sul fondo. In mezzo al campo è l’unico che cerca di andare nello spazio e di creare qualcosa negli ultimi metri: fino al 93’, quando Denis di testa ha impegnato Karnezis, l’unico a cercare la conclusione è stato lui.

Cigarini 5: Inizia subito con una gran palla per Maxi al 2’, ma per il resto gioca sottoritmo e non riesce mai ad innescare gli avanti con significativa pericolosità. Se non gira lui, la squadra fatica e, a parte i venti minuti della ripresa in cui si è alzato un po’ il ritmo, si è visto davvero pochissimo.

Carmona 5: Inizia con due falli su Allan in 3 minuti, al 5’ controlla male e si addormenta favorendo l’intervento di Di Natale che manda la palla all’incrocio per l’1-0. Con il passare dei minuti migliora, al 32’ il destro da fuori sfiora il palo a destra di Karnezis. Sempre impreciso in appoggio, lascia il campo nel finale a favore di Migliaccio. Gara insufficiente, errore decisivo. (dal 74’ Migliaccio sv: finale di gara senza grossi squilli)

D’Alessandro 4,5: Si vede pochissimo nella prima mezz’ora, qualche iniziativa in più verso la fine del tempo, ma non combina nulla di buono e la sua gara è assolutamente insufficiente. Prestazione molto negativa. (dal 46’ Boakye 5: un tempo più recupero, nessun pericolo costruito dalle parti di Karnezis e solo tanto fumo senza arrosto)

Bianchi 6: Si batte subito come un leone, al 12’ e al 13 cerca due volte la conclusione senza grossa fortuna. Non è pulitissimo nel gioco, ma è sempre pronto all’appoggio in ogni zona del campo, resta negli spogliatoi durante l’intervallo ma non ha certamente demeritato (dal 46’ Denis 5,5: cerca subito la conclusione di testa, si ripete in chiusura e per il resto prova a dare peso all’attacco. Non è al top e si vede ma pare in crescita)

Maxi 5: Perde un paio di palloni interessanti in avvio di gara, gioca fino alla fine ma a parte tanto movimento non combina mai nulla di pericoloso. Peccato, passo indietro dopo la buona prova contro il Parma.

All. Colantuono 5: La squadra non risponde presente dopo la vittoria ottenuta contro il Parma, lui parte in un modo e poi cambia tutto in attacco, ma la situazione non cambia. Gli altri segnano, l’Atalanta non tira e non crea pericoli. E poi perde. Il condottiero è lui, gli uomini li sceglie lui e solo lui può fare qualcosa di concreto per togliere la Dea dalle sabbie mobili. Non ci sono grossi patemi di classifica, ma una prestazione come quella di Udine, al pari del primo tempo di Genova e quello di Milano con l’Inter, è assolutamente inconcepibile.

Pubblico Bergamo 10: Erano in 162, si sono sparati 700 km per vedere uno spettacolo veramente deprimente. L’applauso, l’unico applauso di giornata, va a questi temerari che ancora una volta hanno risposto presente: eroici.

Udinese 7: Karnezis 6, Widmer 6, Danilo 6, Hertaux 6, Piris 6; Allan 7, Guillherme 6, Bruno Fernandes 6,5; Kone 5 (59’ Pinzi 6), Thereau 7 (75’ Muriel 6); Di Natale 7,5(86’ Gejico sv). All. Stramaccioni 6

 

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