Interessante analisi

A Bergamo c'è un appartamento ogni due abitanti. Cinquemila gli alloggi vuoti

La domanda di abitazioni è in crescita, ma il vecchio costruito interessa poco e perde valore anche in zone un tempo prestigiose

A Bergamo c'è un appartamento ogni due abitanti. Cinquemila gli alloggi vuoti
Attualità Bergamo, 24 Agosto 2021 ore 17:27

di Angelo Bosio

Avete fatto il conto delle gru che si vedono in città? Sono molte, e diverse altre arriveranno nei prossimi mesi. La massima concentrazione si trova in via Bianzana e via Serassi, ovviamente, dove si trova il grande cantiere di Chorus Life: pare che siano sette. Accanto, sempre in via Bianzana, si trova un altro cantiere, meno clamoroso, ma non piccolo, di Ferretticasa. Ma di gru ne trovate anche in via Suardi, via Codussi, via Leone XIII (Redona Centro), via Ghislandi... E nei prossimi mesi potrebbero partire altri cantieri come quelli del Parco ovest, in via Moroni, via San Bernardino, e ancora si parla di interventi edilizi che muovono i primi passi nell’area della Reggiani, in viale Giulio Cesare, e nella vecchia sede dell’Italcementi, in via Camozzi. Arriveranno sul mercato centinaia di nuove abitazioni.

Ma la città è in grado di assorbire questi edifici? Non sono già molte le abitazioni vuote nel nostro territorio? E non è vero che parte degli interventi di nuova edilizia realizzati dopo il 2010 sono rimasti almeno in parte invenduti? È interessante quello che dicono gli esperti: «Bisogna considerare che un condominio del 2010 può venire considerato già superato. Le nuove generazioni che si affacciano al mercato della casa hanno esigenze di particolare efficienza delle abitazioni dal punto di vista delle connessioni, dell’energia, della domotica. La casa di oggi deve essere autosufficiente dal punto di vista energetico, per diventare appetibile. Dieci anni fa la sensibilità era diversa».

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Abbiamo affrontato la questione partendo da uno studio interessante che accompagna le analisi riguardanti il nuovo Piano di governo del territorio che il Comune sta preparando. Dallo studio emergono alcuni elementi importanti. Prima di tutto, gli abitanti: i residenti a Bergamo sono circa 121 mila (120 mila e 960 a fine 2020), in leggera crescita rispetto al 2001 quando eravamo scesi sui 115 mila abitanti. Il numero sarebbe stato più alto se non ci fosse stato il tremendo effetto del Covid: lo scorso anno a Bergamo sono morte 1.999 persone, circa seicento in più della media. Mentre, viceversa, le nascite sono scese al minimo storico: soltanto 761 bebé. Nel corso del 2020, il saldo naturale è stato pesantemente negativo: abbiamo perso la bellezza di 1.238 persone, compagni di viaggio in questo mondo. Questa perdita è stata in parte compensata dal movimento migratorio: sono 4.268 le persone che sono venute ad abitare a Bergamo mentre 3.416 se ne sono andate; alla fine, un guadagno migratorio di 852 persone.

Secondo elemento: gli appartamenti in città sono circa 63 mila, ovvero circa uno ogni due abitanti. Nel 2011 erano 60 mila e nel 2001 erano 54 mila. La crescita forte era quindi stata quella del decennio tra 2001 e 2011: ben seimila alloggi in più. Negli anni successivi la crescita si è dimezzata.

Altro elemento molto importante: quanti alloggi non occupati ci sono a Bergamo? Lo studio offre tre dati, riguardanti rispettivamente il 2001, il 2011 e il 2019 (praticamente uguale al dato di oggi, anche perché il Covid ha frenato ogni dinamica). Risulta che nel 2001 gli alloggi vuoti erano circa cinquemila e 300 e che dieci anni dopo erano saliti a circa ottomila. Nel 2019 eravamo scesi più o meno ai livelli del 2001. Se osserviamo il fenomeno in termini percentuali, scopriamo che nel 2001 era vuoto circa il 10 per cento degli alloggi esistenti, nel 2011 eravamo saliti al 13,5 per cento circa e nel 2019 superavamo appena l’otto per cento. Quindi, dal punto di vista percentuale, le cose sono migliorate anche rispetto a vent’anni fa (il numero di alloggi sfitti è pressoché identico, ma il numero di abitazioni è cresciuto, quindi la percentuale di case vuote è cambiata).

Quello che è accaduto a Bergamo riflette la situazione in Lombardia dove, tra il 2001 e il 2011 il numero di alloggi vuoti era salito del 16,5 per cento a fronte di una crescita di popolazione del 7,5 per cento. Afferma lo studio che negli ultimi dieci anni, Bergamo è poi cresciuta come numero di abitanti del 5,8 per cento, recuperando la sua centralità nella provincia. Tuttavia la produzione di nuovi alloggi è invece stata nettamente inferiore rispetto a quanto successo nel primo decennio del secolo. Considerando anche il fatto che il numero di persone per nucleo familiare è diminuito, risulta alla fine che la quantità di alloggi non occupati si è ridotta (per la precisione sarebbero 5.144 su un totale di circa 63 mila).

Insomma, ci si presenta sull’uscio di questo nuovo decennio con un certo bisogno di nuove abitazioni che però devono risultare di elevata qualità tecnologica. I cantieri presenti e futuri potrebbero essere la risposta. La domanda che arriva subito dopo è: ma che fine faranno in condomini degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta?