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Al via la prima fase operativa del progetto "Jericho vale!", per sostenere le coltivazioni di datteri

Un progetto triennale a cui il Comune di Bergamo partecipa come ente capofila. Il budget stanziato è di oltre 1,7 milioni di euro

Al via la prima fase operativa del progetto "Jericho vale!", per sostenere le coltivazioni di datteri
Attualità Bergamo, 04 Novembre 2021 ore 09:20

Lo scopo generale è di sostenere la riorganizzazione produttiva, manageriale e commerciale della cooperativa di agricoltori che coltivano datteri a Gerico. Nello specifico si punta invece a migliorare la qualità e la sostenibilità della gestione organizzativa e strategica delle imprese rurali, oltre che delle associazioni beneficiarie correlate alle produzioni di datteri in Cisgiordania.

Ha preso il via in questi giorni la prima fase operativa di “Jericho vale!”, progetto triennale di cooperazione internazionale che il Comune di Bergamo, in qualità di ente capofila, ha presentato l’anno scorso e approvato ufficialmente a febbraio dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

«Il nostro progetto nasce da una fitta rete di relazioni sul territorio e dall'impulso della Fondazione Giovanni Paolo II – ha spiegato il sindaco Giorgio Gori -. L'obiettivo non è solo di carattere produttivo, ma anche di marketing e di promozione del lavoro soprattutto nei confronti di donne, giovani e anziani. Vogliamo favorire la nascita di piccole imprese, creare nuovi posti di lavoro dignitosamente remunerati, nei territori della Palestina».

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Tutto nasce il 27 dicembre 2019, con la pubblicazione da parte dell’Aics di un avviso in cui si invitavano gli enti a contribuire allo sviluppo dei Paesi partner, supportando la capacità di governo delle istituzioni locali e contribuendo alla promozione di uno sviluppo urbano e territoriale sostenibile. Da qui la scelta del Comune di partecipare, in partnership con la Fondazione Giovanni Paolo II, la Camera di Commercio di Bergamo, Confcooperative Bergamo, il Csa Coesi, il Biodistretto, Startup Bio Sociale, il Comune di Scanzorosciate e la collaborazione dell’associazione “Amici bresciani della Fondazione Giovanni Paolo II” e di Anci Lombardia. Ricoprono un ruolo esterno al progetto, ma ne condividono gli obiettivi, Agesci e Acli Bergamo.

La crisi della produzione di datteri a Gerico

Il Governatorato di Jericho produce circa il 30% della frutta e della verdura della Palestina ed è la sola zona con un clima idoneo per la coltivazione del dattero. Negli Anni ‘70 il comparto produceva un valore pari alla metà del Pil palestinese ma, da quel momento, le produzioni agricole e il rispettivo valore economico hanno iniziato un trend pesantemente negativo che oggi si attesta intorno a circa il 6% sull’intero Pil palestinese.

Le ragioni sono molteplici: il basso livello occupazionale nel settore agricolo, soprattutto femminile e giovanile, la scarsa produttività e redditività dei terreni, la frammentazione delle produzioni in piccole aziende agricole e l’assenza di un sistema istituzionale, pubblico e privato, in grado di valorizzare e sviluppare l’economia locale.

Il budget totale del progetto è di oltre 1,7 milioni di euro, fondi di cui beneficeranno il Governatorato e la Camera di Commercio di Jericho, oltre alla Palm Farmer Cooperative Association.

«Bergamo ha alle spalle una significativa tradizione nella cooperazione e nella solidarietà internazionale – ha commentato l’assessore alla pace, Marzia Marchesi -. Abbiamo operato in Bosnia e in Kosovo per la ricostruzione del paese distrutto dalla guerra civile; in Senegal con un progetto sul risparmio che coinvolgeva anche gli immigrati senegalesi residenti a Bergamo; con il Politecnico di Milano per formare tecnici comunali in Palestina; con le municipalità libanesi e siriane per un progetto di tutela del patrimonio storico e artistico. Più recentemente si è sostenuto il progetto di empowerment per le donne degli orti in Senegal, coordinato dalla cooperativa sociale Ruah in collaborazione con Celim e Aspem».

Tra le azioni previste da “Jericho vale!” vi sono visite di scambio di buone pratiche, l’organizzazione di percorsi di formazione, la realizzazione d’incontri di sensibilizzazione sul territorio palestinese e in Italia, l’aggiornamento di un piano di valorizzazione territoriale e la creazione di un Ufficio per l’Internalizzazione delle imprese agroalimentari all’interno della Camera di Commercio di Jericho.

Ma consentirà anche la partecipazione dei produttori agricoli alle fiere di settore internazionali e permetterà l’organizzazione di percorsi di assistenza tecnica in loco con esperti internazionali per il rafforzamento dei servizi di sostegno all’occupazione ed all’innovazione nel settore agroalimentare.