Sulla cattiva strada

Alcol, canne e violenza: allarme rosso preadolescenti ad Azzano San Paolo

Fuori dai locali in auge tra i minorenni, bottiglie di superalcolici, cartine per uso di droga leggera, palline di cellophane vuote

Alcol, canne e violenza: allarme rosso preadolescenti ad Azzano San Paolo
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di Laura Ceresoli

Atti di vandalismo per strada con cestini distrutti lungo via Papa Giovanni XXIII, ad Azzano San Paolo. Questo è soltanto l'ultimo di una serie di episodi che in paese si ripetono in maniera sistematica. A compierli sono in genere gruppi di ragazzi che, con questi comportamenti, esprimono il loro disagio. I residenti segnalano spesso risse e schiamazzi in piazza IV novembre o in via Roma.

Al calare della notte, il piazzale del mercato si trasforma invece in un luogo di ritrovo dove alle chiacchiere tra amici si aggiunge qualche birra di troppo. Talvolta da una tasca spuntano sigarette o spinelli. Fuori da una delle discoteche più in auge tra i minorenni azzanesi, al termine di ogni serata si trovano bottiglie di super alcolici, cartine per uso di droga leggera, palline di cellophane vuote dove all'interno vi erano stupefacenti.

Oriocenter il sabato pomeriggio diventa invece il luogo più frequentato dai cosiddetti “maranza”, bande di ragazzini tra i 12 e i 17 anni che entrano in massa nei negozi, creano confusione, e a volte rubano obbligando i commessi ad allertare la vigilanza.

«Alcuni, soprattutto preadolescenti, si sfogano attraverso atti di violenza e bullismo verso coetanei o ragazzi più piccoli o fragili - ammette il sindaco Lucio De Luca -. Altri hanno comportamenti aggressivi e conflittuali verso le regole, come la famiglia e la scuola. Inoltre sempre più frequentemente vediamo ragazzi che abusano di sostanze. Riguardo a episodi sull’uso di stupefacenti e alcool in prossimità di locali notturni, ovviamente il deterrente maggiore è il presidio del territorio da parte delle varie forze di polizia. Occorre un piano condiviso di presidio sistematico con l'obiettivo non di spostare il problema altrove ma di contenerlo, evitare che si presentino situazioni di rischio ma, soprattutto, capirlo. Un presidio maggiore dell’abitato potrebbe essere ottenuto con il ricorso alla vigilanza privata che svolge servizio già oggi per il Comune e che, seppur non autorizzata a fare pattugliamenti, con una adeguata progettazione dei passaggi sul territorio, può contribuire all’attività di segnalazione in tempo reale di possibili situazioni da attenzionare».

De Luca cerca poi di analizzare le cause che portano un giovane ad adottare simili condotte: «Se è in parte vero che (...)

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