Treviglio

Anziano cardiopatico aspetta 7 ore al Pronto Soccorso. L'azienda ospedaliera: «nessuna negligenza»

Il 68enne era arrivato in ospedale dopo un incidente d'auto: gli avevano detto di doverlo sottoporre a degli esami, poi non ritenuti più necessari

Anziano cardiopatico aspetta 7 ore al Pronto Soccorso. L'azienda ospedaliera: «nessuna negligenza»
Attualità 24 Giugno 2021 ore 15:44

Lo scorso sabato 19 maggio, dopo un incidente d'auto, Marco Carminati, 68 anni, è arrivato verso le ore 12 al Pronto Soccorso dell'ospedale di Treviglio. Lì gli avrebbero detto che non era in pericolo di vita, ma che per via delle sue condizioni di salute, dato che è cardiopatico con interventi alle spalle, si sarebbe dovuto trattenere per fare degli esami di accertamento.

Ha così atteso nel corridoio sulla barella spinale per diverse ore, fino a quando verso le ore 19 avrebbe chiesto quanto ci fosse ancora da aspettare, per sentirsi rispondere dal medico che gli esami non erano più necessari, in quanto non erano presenti traumi.

A raccontare la vicenda è stato lo stesso Carminati sul Corriere della Sera Bergamo, spiegando di aver potuto fare gli esami solo dopo l'insistenza dei familiari e dell'amico medico che lo accompagnava e denunciando un episodio di due anni prima: «Nel 2019 ero stato ricoverato al Pronto soccorso di Treviglio. Allora rimasi sulla barella in corridoio fino a tarda serata e solo all’ultimo mi fu trovata un’emorragia che fu cauterizzata dopo il trasferimento d’urgenza a Bergamo ». Un trattamento da lui ritenuto inadeguato, data la decisione di rendere noto alla stampa l'accaduto.

Tuttavia non sarebbe della stessa opinione la Direzione dell'Asst Bergamo Ovest: «Spiace constatare che un nostro paziente non si rivolga all’Urp o alla direzione sanitaria o generale - ha dichiarato il direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest, Peter Assembergs, cui fa capo il Pronto soccorso di Treviglio -. I due casi segnalati (distanti nel tempo) non sono semplificabili o erroneamente riferibili. Tutti gli esami fatti e le scelte cliniche adottate sono risultate appropriate. Restiamo a disposizione del paziente per approfondire con lui la vicenda».