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Apertura dei parchi tematici anticipata al 15 giugno, i gestori: «Moderata soddisfazione»

Il Governo a margine della cabina di regia convocata ieri ha deciso di anticipare di quindici giorni la riapertura delle strutture rispetto alla data prevista dal precedente decreto

Apertura dei parchi tematici anticipata al 15 giugno, i gestori: «Moderata soddisfazione»
Attualità 18 Maggio 2021 ore 11:32

Bene ma non benissimo. Si può riassumere così il sentimento di moderata soddisfazione da parte dei gestori dei parchi tematici e di divertimento per l’anticipo della riapertura al 15 giugno.

Da tempo il comparto chiedeva al Governo che la ripartenza delle strutture avvenisse il prima possibile, viste le condizioni di sicurezza che possono essere garantite ai visitatori all’interno dei parchi. Un appello raccolto nel nuovo provvedimento approvato ieri (lunedì 17 maggio) da Palazzo Chigi, a una settimana di distanza dal flash mob organizzato dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani in Piazza del Popolo, a Roma.

«Abbiamo appreso dagli organi di stampa che la cabina di regia ha anticipato di quindici giorni rispetto alla data originaria la riapertura dei parchi permanenti – commenta Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione e del parco divertimenti Leolandia -. Questo provvedimento lenisce in parte le nostre sofferenze. Ci auguriamo che il Governo confermi anche i ristori e le agevolazioni fiscali che non sono mai arrivati a un settore che invece è chiuso da ottobre dell’anno scorso».

Il comparto, che conta circa 230 aziende sparse su tutto il territorio nazionale, è stato fino ad oggi uno tra i più colpiti dalla crisi, con perdite che si stimi oscillino tra il 70 e l’80 per cento non soltanto per le chiusure prolungate, ma anche a causa degli ingenti costi fissi legati alla manutenzione e al mantenimento degli animali.

Nel 2020 circa il 20 per cento dei parchi a tema, faunistici o acquatici ha rinunciato completamente all’apertura, cinque aziende italiane sono passate sotto il controllo di fondi d’investimento stranieri e si sono persi 10 mila posti di lavoro stagionali.