Attualità
la denuncia dei sindacati

Autisti dei bus sostituiscono i colleghi no-vax e vengono insultati: «Crumiri e servi»

I non vaccinati che non possono lavorare pretendono che la loro protesta contro il Green Pass sia sposata dai colleghi vaccinati

Autisti dei bus sostituiscono i colleghi no-vax e vengono insultati: «Crumiri e servi»
Attualità Bergamo, 22 Ottobre 2021 ore 15:03

Non si vaccinano e, di conseguenza, non possono andare al lavoro perché sprovvisti del Green Pass (a meno che non si paghino ogni due giorni un tampone). Ma se non si presentano al lavoro rischiano la sospensione dello stipendio, perché considerati assenti ingiustificati. Tuttavia pretendono che i colleghi vaccinati, per spirito di solidarietà, assecondino la loro protesta, non presentandosi in azienda.

Sono i toni assurdi che ha assunto la propaganda di quella minoranza no-vax e no-Green Pass che, pur di non rassegnarsi alle decisioni prese dal 92,24 per cento dei bergamaschi, ha scelto di alzare i toni spostandoli sempre più verso l’intimidazione personale, In particolare nelle aziende di trasporto pubblico locale.

«Ci è stato riferito di due episodi davvero spiacevoli, l’ultimo questa mattina (venerdì 22 ottobre) – denunciano Aniello Sudrio della segreteria della Filt-Cgil e Pasquale Salvatore della segreteria Fit-Cisl di Bergamo -. I conducenti regolarmente in servizio hanno trovato nella sala del personale un volantino in cui, nero su bianco, venivano invitati a non prestarsi alle sostituzioni. Coloro che stanno garantendo il servizio vengono aspramente criticati e, nel volantino diffuso, definiti “crumiri e servi”. Anche verbalmente, in diverse occasioni, chi fa gli straordinari è stato avvicinato e denigrato per il solo fatto di attenersi alle regole».

In Bergamasca, dall’introduzione dell’obbligo del Green Pass al lavoro, non si sono infatti verificati particolari disservizi sul fronte del servizio di trasporto pubblico. Ma ciò non significa che anche tra gli autisti non ci siano no-vax convinti che alimentano un clima di tensione interna alle aziende.

«Questo è un settore che da anni registra una carenza di risorse e di personale – aggiungono i sindacalisti -. Ora il numero dei conducenti è calato ulteriormente. Chi si presta agli straordinari non lo fa per ripicca ideologica, ma perché rientra nella routine del servizio. Tra l’altro, mettersi a disposizione per il lavoro straordinario permette anche agli altri colleghi presenti di poter richiedere, qualora ne abbiano bisogno, giorni di ferie. Coprire i turni garantisce il servizio ai cittadini, soprattutto a quelli abbonati che lo hanno già pagato».

Durante la fase acuta della pandemia i sindacati confederali hanno firmato decine di protocolli per la sicurezza dei lavoratori. «Si è cercato di tutelare la salute di tutti – concludono Sudrio e Salvatore -. Condanniamo, dunque, i gesti estremi e auspichiamo che i lavoratori si riuniscano con l’obiettivo di difendere il lavoro e non posizioni ideologiche».