La polemica sul reintegro

Bergamo, il ritorno di medici e infermieri no-vax: incoerente ma «giusto»

Marinoni e Solitro, presidenti di medici e infermieri bergamaschi: «Quando la decisione fu presa eravamo in emergenza, oggi non più»

Bergamo, il ritorno di medici e infermieri no-vax: incoerente ma «giusto»
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di Andrea Rossetti

«Chi è no-vax non dovrebbe operare in campo sanitario. Questi vaccini sono i più sicuri ed efficaci di sempre. Non immunizzarsi significa essere più a rischio di contrarre queste infezioni e quindi di trasmetterle agli altri: nel caso dei sanitari, gli “altri” sono i malati, spesso anziani. Ci si vuole davvero assumere questa enorme responsabilità?». Così Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, ha risposto al Corriere della Sera a esplicita domanda sul possibile reintegro del personale sanitario sospeso dall’attività perché non vaccinato. Poche ore dopo la pubblicazione dell’intervista, il nuovo Governo ha deciso che medici e infermieri no-vax avrebbero potuto tornare a lavorare.

Com’era prevedibile, la decisione ha sollevato molte polemiche. Il neo ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha giustificato il provvedimento spiegando che il reintegro ridurrà il problema della carenza di personale per il quale stanno soffrendo molti territori, Bergamasca compresa.

«In realtà, questa motivazione non è vera», rispondono in coro Guido Marinoni e Gianluca Solitro, numeri uno rispettivamente dell’Ordine dei medici e dell’Ordine degli infermieri della provincia di Bergamo. In entrambe le categoria professionali, infatti, sono pochissimi i soggetti che sono stati sospesi perché non vaccinati: 65 medici su circa seimila iscritti all’Ordine e 135 infermieri su circa settemila iscritti. «Stiamo parlando di percentuali ridottissime e il loro reintegro non risolverà i problemi ormai cronici che stiamo affrontando», aggiunge Marinoni.

Allo stesso tempo, però, sia Marinoni che Solitro giudicano come positiva la decisione del Governo. Una valutazione che appare incoerente rispetto agli appelli quotidiani alla popolazione affinché si sottoponga alla quarta o quinta dose del vaccino anti-Covid. Perché un cittadino, a fronte - fortunatamente - di un virus che appare meno “cattivo”, dovrebbe sottoporsi a nuovi richiami mentre, parallelamente, medici e infermieri che non credono nei vaccini al punto di aver deciso di non lavorare e non ricevere lo stipendio per quasi un anno e mezzo vengono reintegrati nelle loro posizioni come se nulla fosse successo?

«Credo sia il caso di dividere le cose - commenta Solitro -. La sospensione del personale non vaccinato sarebbe comunque scaduta a fine anno. Anticiparla di due mesi cambia poco. Credo sia giusto insistere sulla vaccinazione per i soggetti fragili, ma va anche detto che il virus di oggi non è più quello di uno o due anni fa. La realtà dei fatti ci dice che la situazione pandemica è cambiata e la decisione di sospendere i sanitari no-vax fu presa in un momento completamente diverso dall’attuale».

Eppure è stato addirittura il presidente Sergio Mattarella a metterci in guardia dal rischio di sottovalutare il Covid (...)

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