Bergamo senza sovrintendente: Rinaldi in pensione, per ora c'è Anna Maria Basso Bert
Il 67enne aveva chiesto una proroga a Roma per evitare complicazioni con progetti come la Montelungo, ma è stata respinta

L'architetto Luca Rinaldi, all'età di 67 anni, è andato in pensione. Di conseguenza, la Soprintendenza di Bergamo e Brescia, nell'attesa di un sostituto, è rimasta senza un sovrintendente. Le sue mansioni saranno ricoperte, almeno per i prossimi tre mesi, dalla collega e funzionario delegato Anna Maria Basso Bert, che già si occupava della Leonessa e della zona del Garda.
Rischio complicazioni
La questione potrebbe però prolungarsi, andando oltre il mese di marzo, a causa delle dinamiche per le nomine degli uffici e dei ruoli a livello centrale, dopo la riforma dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Consapevole della situazione, Rinaldi già a settembre aveva chiesto la proroga di un anno, aspettando la risposta da Roma. Poco prima della fine del 2024, dalla capitale è arrivata comunicazione che anche qui ci sarebbe stato un funzionario delegato, di fatto negando la domanda avanzata dall'ex sovrintendente.
Per le Soprintendenze in cui il Ministero non ha ancora provveduto a un nuova nomina, il riferimento sarà il direttore generale del Dipartimento di Archeologia, Belle arti e Paesaggio, l'archeologo napoletano Luigi La Rocca. Al momento, da Rinaldi sono arrivate rassicurazioni sulla continuità con Basso Bert, rispetto a partite importanti come quella della riqualificazione delle caserme Colleoni e Montelungo. La sua sostituta, dopo aver accettato l'incarico, entrerà in servizio il prossimo 7 gennaio.
Ritardi per la riforma
I ritardi deriverebbero dal fatto che, dopo la riforma decisa da Sangiuliano, andavano rinominati tutti i dirigenti. La designazione delle direzioni generali doveva essere avvenuta già a Natale tramite un bando, che al momento però non è ancora stato portato a termine. Il problema è che, qualora qualcuno per determinate questioni dovesse decidere di rivolgersi al direttore generale, in assenza di un vero e proprio sovrintendente, su progetti come la caserma potrebbero arrivare pareri differenti dalla sede centrale rispetto a quella locale.
Ente inutile retto da burocrati