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Bergamo tra le città d'Europa con la qualità dell’aria peggiore

L’Agenzia europea dell’ambiente ha stilato una classifica con i dati 2020-2021 di 344 città: il nostro capoluogo di provincia è al 320esimo posto

Bergamo tra le città d'Europa con la qualità dell’aria peggiore
Attualità Bergamo, 13 Luglio 2022 ore 11:08

La qualità dell’aria a Bergamo non è certo delle migliori: a dirlo non è l’opinione comune, bensì un report dell’Agenzia europea dell’ambiente, diffuso a inizio settimana, che basandosi sui dati tra il 2020 ed il 2021 di 344 aree urbane europee ha piazzato il nostro capoluogo al 320esimo posto.

La classifica si basa sui rilevamenti della concentrazione media annua di una particolare polvere sottile, la Pm 2,5: nel periodo considerato, la concentrazione a Bergamo era pari a 19,9 microgrammi al metro cubo d’aria. L’Unione europea ha fissato a 15 microgrammi al metro cubo il limite oltre il quale la qualità viene classificata come “poor”, ovvero “scarsa”, per cui la città capoluogo va a finire nel gruppo di quelle che, dal punto di vista delle polveri sottili, non si trovano in una situazione propriamente ottimale.

In realtà, molte realtà del Nord Italia non se la passano molto bene da questo punto di vista: Brescia si trova al 338esimo posto (23 microgrammi al metro cubo), Milano al 318esimo (19,8), e negli ultimi posti si trovano addirittura delle città venete, ovvero Vicenza, al 340esimo posto con 24,2 microgrammi al metro cubo, al 341esimo Venezia (24,6) e subito dopo Padova (25,3). Al penultimo posto nella classifica si trova Cremona (25,7), che tra le città italiane monitorate è quella che oggettivamente presenta la situazione peggiore, mentre in fondo troviamo la polacca Nowy Sacz (26,8). L’area urbana del Nord Italia e della Lombardia che invece risulta messa meglio è Lecco, al 261esimo piazzamento (14,1).

Più in alto nella classifica si trovano le città del Centro e del Sud Italia, con un criterio approssimativo per cui scendendo lungo la penisola la qualità dell’aria va migliorando (ma anche in alcune zone costiere, come Savona e Genova in Liguria, così come Livorno e Grosseto in Toscana): questo dipende, com’è intuibile, anche dalla minore urbanizzazione e industrializzazione di determinate aree del Paese, oltre che in certi casi dalla differenza di popolosità dei capoluoghi (anche questa indicata tra i dati del report europeo). Ad avere la minor concentrazione tra le città italiane è Sassari in Sardegna, che si trova al 16esimo posto con 5,5 microgrammi al metro cubo. In cima alla classifica si trovano al primo posto Umea in Svezia (3,1), seguita da Faro (3,6) e Funchal (3,9) in Portogallo.

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