La querelle

Bus sovraffollati, la provocazione di un lettore ad Atb: «Andiamo lì con l’assessore e Gori»

L’azienda di trasporti dice che non emergono situazioni critiche, ma la realtà sembra diversa

Bus sovraffollati, la provocazione di un lettore ad Atb: «Andiamo lì con l’assessore e Gori»
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L’odissea degli studenti bergamaschi, e non per le isole del Mediterraneo ma per i poli scolastici, continua. Vanno avanti i problemi, come quelli sollevati da un nostro lettore che aveva scritto all’Amministrazione per lamentare le condizioni del trasporto pubblico tra l’istituto Paleocapa e la stazione, riportando la vicenda personale del figlio, comune però a tantissimi studenti.

La risposta dell’Atb, che ha scritto: «Dai controlli effettuati all’istituto Paleocapa in questi primi giorni di scuola non emergono situazioni critiche, sebbene gli orari scolastici provvisori possano provocare picchi di uscite non previsti. Per poter approfondire le verifiche avremmo però necessità di conoscere dove è diretto suo figlio e a che orario esce dalle lezioni», non è sembrata sufficiente - e come poteva esserlo - e il nostro lettore ha deciso controbattere.

«La sua risposta mi ha parecchio divertito: la sto immaginando in smart working in un’isola deserta a controllare il traffico di Bergamo su Google Maps» è l’esordio tinto di punte di sarcasmo. Continua: «A prescindere dalla tratta che percorre mio figlio (per cronaca prende la linea sei e la linea uno e viceversa), le svelo un problema che su Google Maps non potrà mai osservare: ci sono delle enormi incongruità con gli orari degli autobus».

Il lettore scende nel concreto, portando alla luce ciò che è evidente: «Prendiamo ad esempio quello di ritorno delle 12:59: la campanella suona alle tredici e, se tutto va bene, non può essere fisicamente alla fermata prima delle 13:07-10. Gli tocca attendere quello delle 13:25. Passiamo a quello delle 14:03. Se questo autobus è in ritardo, è perfetto. Riesce a prenderlo a volo passando sopra la testa di tutti gli altri ragazzi. Se è puntuale, è del tutto inutile. Gli tocca attendere quello delle 14:18 che è “puntualmente” in ritardo quanto arriva alle 14:30. Arrivato a Porta Nuova prende il sei e, dopo soli cinquanta minuti, ha fatto i suoi bei quattro chilometri. Confrontatevi con gli  istituti presenti in zona (salvo errori, sono sei) e organizzatevi di conseguenza».

Infine, il lettore propone una sfida che porti amministratori e figure di competenza a contatto, per una volta, con la realtà quotidiana degli studenti. «Andiamo io, Lei, l’Assessore al traffico e il buon Gori». «Andiamo all’ultimo piano del Paleocapa. Lì attendiamo che suoni la campanella delle quattordici. Facciamo passare almeno quattro minuti. Nel frattempo, vedremo sfrecciare i ragazzi più disperati, quelli che, pur di prendere l’autobus al volo, non si fermano davanti a nulla. Passati i 4 minuti, partiamo per l’avventura: prendere l’1. Arrivati a Porta Nuova, ci incontriamo con Gori e gli chiediamo com’è stata l’esperienza nell’essere travolti da migliaia di ragazzi che attraversano il tunnel all’uscita delle scuole. Nella zona ci sono ben sei istituti!».

Provocazioni più o meno salaci a parte, quello che resta è l’irritazione di un genitore che sente i propri bisogni sottovalutati da chi sembra far orecchie di mercante a una questione conosciuta da tutti, ma non per questo da tutti passivamente accettata.

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