La riapertura di via San Bernardino, i lavori sui ponti di Bergamo e Curno e, soprattutto, il futuro di due opere ferroviarie attese da tempo. Sono i temi al centro dell’incontro che si è svolto ieri al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove Comune e Provincia di Bergamo hanno chiesto aggiornamenti sul collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio e sul raddoppio della linea Bergamo-Ponte San Pietro. Due cantieri che stanno accumulando ritardi e che, nel frattempo, continuano a condizionare la viabilità del territorio.
Al tavolo, presieduto dai dirigenti del Gabinetto del ministro, erano presenti l’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, il presidente di Sacbo Giovanni Sanga e la deputata bergamasca Rebecca Frassini, che si è attivata per favorire il confronto con i vertici ministeriali. In collegamento ha partecipato anche l’assessora regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi.
La riunione arriva dopo quella del 2 ottobre in Provincia, alla quale avevano preso parte rappresentanti delle istituzioni locali e parlamentari. In quell’occasione erano state messe sul tavolo le difficoltà dei cantieri e la necessità di capire come procedere. Tra i nodi più delicati c’è la richiesta di Rfi al Collegio Consultivo Tecnico di risolvere i contratti d’appalto per entrambe le opere. La società ferroviaria ha comunicato di aver depositato tutta la documentazione necessaria perché il collegio possa esaminare la questione.
Nel frattempo, secondo quanto riferito da Rfi, l’impresa appaltatrice avrebbe accelerato le attività in alcuni punti particolarmente problematici del cantiere per il raddoppio ferroviario. Gli interventi riguardano i ponti di via San Bernardino e via dei Caniana, a Bergamo, e quello di via Fermi, a Curno.
Via San Bernardino, l’obiettivo è il doppio senso
Uno dei passaggi più attesi riguarda via San Bernardino, dove potrebbe tornare il doppio senso di marcia già dall’inizio di novembre. L’impresa ha infatti chiesto al Comune di predisporre l’ordinanza per riaprire, fino alla fine di dicembre 2026, il fornice in ingresso alla città. Si affiancherebbe a quello in uscita, già riaperto ad agosto, consentendo così di ripristinare la circolazione nei due sensi.
Il quadro, però, resta da definire per i mesi successivi. L’impresa non ha ancora presentato un programma operativo per le modifiche alla viabilità dopo dicembre. Per questo Palazzo Frizzoni ha chiesto un cronoprogramma dettagliato delle fasi successive, con una garanzia precisa: mantenere il doppio senso fino alla conclusione dei lavori.
«Riteniamo positivo che l’impresa appaltatrice si sia attivata in questo ultimo periodo», ha commentato la sindaca Elena Carnevali, ricordando anche la necessità di completare il ripristino della sede stradale e dei parcheggi in via dei Caniana. L’obiettivo, ha aggiunto, è ottenere tempi «certi e brevi» per la conclusione del raddoppio Bergamo-Ponte San Pietro e del collegamento con Orio. Il Ministero si è impegnato a seguire l’avanzamento dei lavori e le criticità ancora aperte, con l’intento di favorire il completamento delle opere e contenere i ritardi. Un nuovo incontro è già stato fissato per la fine di novembre, quando le istituzioni torneranno a verificare l’evoluzione della situazione.
Per Gafforelli, l’attenzione del Ministero è importante per opere che incidono su una parte consistente della provincia, anche se «nessuno ha la bacchetta magica» per risolvere in un colpo solo tutti i problemi. Terzi ha indicato tra le priorità la riattivazione della linea verso Ponte San Pietro, ritenuta necessaria anche per riequilibrare la viabilità bergamasca. Frassini ha infine assicurato che continuerà il monitoraggio dell’iter, in attesa della pronuncia del Collegio Consultivo Tecnico. Per ora, dunque, ci sono alcuni segnali di ripresa nei cantieri e un impegno a verificare i progressi. Restano da chiarire i tempi complessivi delle opere e le decisioni sui contratti: questioni da cui dipende la possibilità di restituire alla città e alla provincia infrastrutture attese da cittadini e pendolari.